Juventus-Lazio, Stefano Fiore: "Juve favorita ma la Lazio può metterla in difficoltà"

Juventus-Lazio, Stefano Fiore: “Juve favorita ma la Lazio può metterla in difficoltà”


Alla vigilia di Juventus-Lazio chi meglio di un ex biancoceleste come Stefano Fiore può dare un pronostico. L’ex esterno è stato intervistato in esclusiva dai colleghi di Premium Sport, svelando quello che è il suo pensiero sulla favorita a vincere la Coppa Italia.

Fiore, Juventus favorita

“Nella finale la Juventus partirà favorita ma la Lazio appare meno distante dai bianconeri rispetto agli scontri in campionato. Speriamo che sia una bellissima partita e che la Lazio possa fare uno scherzetto ai bianconeri. I punti di forza della Lazio? Immobile e Keita credo che siano gli elementi tecnici che possano mettere in difficoltà la fortissima difesa della Juve”.

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“Secondo me un duello chiave per il match sarà quello tra Biglia e Dybala. L’attaccante della Juve è il giocatore che fa giocar bene tutta la squadra e presumibilmente agirà nella zona di Biglia che dovrà limitare al massimo l’ex Palermo. Chi dei due riuscirà a giocare più palloni importanti farà la differenza per una o per l’altra squadra. Poi la Lazio, partendo da sfavorita non ha niente da perdere e questo aspetto psicologico potrebbe agevolarla. La Juventus è la squadra tecnicamente più forte in Italia e ha una fame, una voglia di vincere che hanno pochi altri club”.

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“La Lazio dovrà aggredire la Juventus che è l’unico modo per mettere in difficoltà gli uomini di Allegri, perché se lasci giocare la Juve alla fine trova sempre il modo di vincere la partita. Contraccolpo psicologico della Juve dopo la sconfitta con la Roma? E’ chiaro che se la partita con la Roma fosse andata in maniera diversa poteva esserci un minimo rilassamento in più. Invece la Juve non ha vinto il campionato, si gioca una finale e ha la possibilità di fare il ‘triplete’: tutti elementi che non aiuteranno la Lazio ”.

Amarcord

“Ho un ricordo molto bello di quelle finali nel 2004. Anche perché non capita tutti i giorni di fare tre gol, in due gare, alla Juventus. Ora è tutto diverso rispetto a quando giocavo io, sono passati diversi anni e sono cambiati tutti gli interpreti. Probabilmente, non me ne vogliano gli attuali giocatori della Lazio, ma il divario tra la Juve e Lazio si è ampliato. La Juve d’altronde ha assunto una forte fisionomia e le differenze con tutti gli altri club in Italia sono marcate”.