I sessantacinque metri del Porto

I sessantacinque metri del Porto


Nessuno schema definito, ma idee di gioco precise: è questa la filosofia di Nuno Espirito Santo. Una filosofia moderna e non ancorata a numeri, bensì a principi. E affine, per certi aspetti, a quella di Massimiliano Allegri.

Sì alle idee, no ai numeri

Espirito Santo aveva già dimostrato al Valencia di puntare molto sulla versatilità. Tutto finalizzato all’esaltazione delle qualità dei singoli, in un contesto di squadra.

Ciò che è davvero importante, secondo l’allenatore portoghese, è l’attitudine. Il Porto deve essere una squadra che propone e mette in difficoltà l’avversario.

Alla base ci sono tre qualità: impegno, comunicazione e cooperazione.

“Ci interessa che il nostro campo si riduca a sessantacinque metri, affinché si possa essere più vicini alla porta”, ha spiegato in una conferenza. Non è una novità, per lui, parlare di tattica con i giornalisti. Anzi: è quasi una consuetudine.

Il maestro Nuno

La sala conferenze, spesso, diventa un’aula: lavagna, pennarello e l’allenatore come maestro di tattica. Questo video ne è un esempio – dal minuto cinque, più o meno.

Già a inizio stagione, a giugno, aveva messo in chiaro le cose.

“La base del nostro schema sarà il 4-3-3. È qualcosa che è nella storia del Porto e che si identifica molto con la mia idea di gioco: un 4-3-3 offensivo e caratterizzato dal pressing, che condiziona la costruzione dell’avversario”.

In effetti, il Porto è una squadra abbastanza aggressiva: 19 contrasti e 16 falli a partita, di media, secondo i dati di WhoScored. Un elemento da non sottovalutare, soprattutto considerando l’ambiente caldo che la Juventus troverà.

I portoghesi, molto probabilmente, si presenteranno con un 4-1-3-2. Un modulo che ricorda quello dell’ultimo Portogallo, campione d’Europa in Francia.

Il perno Pereira

Importante in fase di costruzione è la posizione del perno centrale, Danilo Pereira.

La sua fisicità sarà sicuramente una variabile pericolosa, da non sottovalutare. È stato soprannominato, non a caso, il nuovo Vieira. Paragone azzardato, forse, ma che restituisce una idea del suo stile di gioco.

Il centrocampista, passato anche per Parma, si abbassa e permette ai due terzini di salire.

Inoltre, sfrutta il fisico per aiutare la squadra in fase difensiva. Lunghe leve e buona progressioni, insieme a buoni tempi d’intervento, gli permettono di rubare spesso palla.

Attenzione, poi, sulle situazioni da palla inattiva. Parliamo davvero di un ottimo centrocampista, da tenere sott’occhio per il futuro.

È il miglior giocatore della squadra, in questa stagione, secondo il rating di WhoScored: 7.64 di media.

Le ali per volare, o no?

Come detto, il gioco del Porto si sviluppa molto sulle corsie esterne, proprio per sfruttare le caratteristiche dei suoi uomini migliori.

Gli stessi attaccanti si allargano per ricevere palla e permettere l’uno-contro-uno. Dalla vittoria nei duelli dipende, poi, la continuazione della manovra.

Una tendenza, troppo accentuata secondo alcuni, che ha causato qualche critica al gioco della squadra.

Sul blog specializzato Lateral Esquerdo, per esempio, si legge che “il Porto sta nascondendo l’impoverimento del gioco con i risultati”. (Qualcosa che è capitato anche alla Juventus, tra l’altro).

La strana coppia

Visto lo stile di gioco, sarà pericoloso Yacine Brahimi, uno dei gioielli della squadra. Ama puntare l’avversario e ha una media di circa tre dribbling a partita.

Agirà sul lato sinistro, dove troverà Alex Sandro. La sfida con il brasiliano, ex dell’occasione, sarà una delle chiavi dell’incontro. In generale, comunque, lo saranno gli uno-contro-uno sugli esterni.

Anche la Juventus, infatti, punta molto sul gioco sulle fasce, quindi sarà interessante vedere chi avrà la meglio.

Sull’altra fascia, invece, ci sarà l’atipico Héctor Herrera. Da centrocampista centrale è stato adattato in quella posizione, anche se ovviamente la declina secondo le sue doti.

Leggi anche: Il profilo di Héctor Herrera

Dovrà essere attento Stephan Lichtsteiner a non farsi attrarre verso il centro. Il rischio, concreto, è di lasciare campo aperto a Maxi Pereira, esterno basso di destra.

Un nuovo idolo in Portogallo?

L’uomo più atteso, tuttavia, non può che essere André Silva. Un attaccante completo e, potenzialmente, tra i migliori al mondo.

Diciassette reti in stagione, tra campionato e Champions League. Ma anche sei assist, dato che conferma la sua centralità nel sistema Porto.

La punta, infatti, usa il suo fisico per creare occasioni per i compagni ed è un punto di riferimento in costruzione.

La partita di questa sera sarà la sua prova del nove: contro avrà una delle migliori difese d’Europa. Bonucci e Rugani, sicuramente, avranno il loro bel da fare.

Attenzione: ma c’è un punto debole

Insomma: il Porto non sarà una passeggiata, contrariamente a quanto si pensa. È una squadra che presenta diversi punti di forza e ha una grande tradizione europea.

Il punto debole più evidente, però, è la poca esperienza dell’attuale formazione. Tanti giovani e pochi veterani: un dato che può diventare un fattore.

Dovrà essere brava la Juve, più smaliziata, a trarne vantaggio. Tanto incideranno i duelli sugli esterni, come sottolineato, ma altrettanto decisiva sarà la gestione della doppia sfida.