Gazzetta dello Sport - La madre di Pjaca: "Da bambino guardava il campionato italiano: Milan e Juve le sue squadre preferite"

Gazzetta dello Sport – La madre di Pjaca: “Da bambino guardava il campionato italiano: Milan e Juve le sue squadre preferite”


Marko Pjaca, il talento croato classe ’95, in questi giorni è al centro di un vero e proprio scontro di mercato: da una parte c’è il Milan del neo allenatore Vincenzo Montella, dall’altra la Juventus che mai come quest’anno vuole allestire una squadra formato europa.

Entrambe le società hanno raggiunto un accordo di massima 25 milioni più altri 5 legati ai bonus – con la Dinamo Zagabria, club che detiene, attualmente, il cartellino dell’attaccante. La decisione finale dovrà prenderla lo stesso Pjaca, che in questi giorni insieme alla famiglia e al suo entourage sta valutando con attenzione i “pro e contro” delle varie offerte a lui pervenute. La prossima settimana il giovane attaccante, molto probabilmente, svelerà la sua decisione. Juve e Milan intanto aspettano.

pjacaNel frattempo la mamma di Pjaca, la signora Visnja, ha rilasciato una lunga intervista alla ‘Gazzetta dello Sport‘ nella quale ha raccontato dei piccoli aneddoti sulla vita di suo figlio. Ecco quanto raccolto dalla redazione di Spazioj.it.

MARKO, ADDIO ZAGABRIA E… – Prima o poi questo momento doveva arrivare. Ti prepari tutta la vita, ma non ti senti mai pronta. Tra Torino e Milano non c’è alcuna differenza, basta che Marko sia felice“.

IL CALCIO NELLA SUA VITA – “Marko già da bambino giocava a calcio: delle volte si allenava da solo, altre lo faceva insieme ai suoi amici. Giocava anche dentro casa. Mi ha rotto di tutto. Finestre mai, vasi molti, bicchieri più di uno. Il papà lo ha capito presto: diceva che era molto forte quando aveva solo 5 anni. Mio figlio ha passato anche dei momenti difficili: per esempio a 14 anni non voleva fare la panchina nella Dinamo Zagrabia, squadra per cui tifava da piccolo. Ha chiesto di tornare allo Zet, la sua prima squadra, ed è ripartito. A scuola era uno studente modello. È uno dei pochi calciatori che ha finito il liceo. È stato bravo soprattutto nelle lingue. Ha imparato qualcosa anche grazie al calcio. Da bambino guardava con molto interesse il campionato italiano: Milan e Juve le sue squadre preferite”.

IL PJACA RAGAZZO – “A livello caratteriale Marko è un ragazzo silenzioso, ma è forte di testa. Si è sempre allenato tanto anche a casa. Si vede dal recupero degli infortuni: è sempre tornato prima rispetto alle previsioni dei dottori”.

 

 

 

 

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