La vicenda giudiziaria tra la Juventus e Cristiano Ronaldo torna a far discutere. Al centro della controversia ci sono gli stipendi non corrisposti al campione portoghese durante il periodo della pandemia, una questione che continua a trascinarsi tra le aule dei tribunali. Dopo le precedenti decisioni sfavorevoli al club bianconero, il caso resta sotto i riflettori per le possibili conseguenze legali ed economiche.
Il caso della carta Ronaldo e i 9,8 milioni di euro
La vicenda risale al periodo del Covid, quando la Juventus aveva raggiunto accordi con i propri calciatori per la gestione degli stipendi durante l’emergenza sanitaria. Nel caso di Ronaldo, il tema centrale è rappresentato dalla cosiddetta “carta Ronaldo”, un documento relativo a somme che sarebbero dovute spettare all’attaccante portoghese, trasferitosi al Manchester United nell’estate del 2021.
Nell’aprile 2024, il collegio arbitrale aveva riconosciuto a CR7 un risarcimento di 9,8 milioni di euro, pari alla metà della somma richiesta. La Juventus aveva contestato la decisione, avviando un ricorso per cercare di ribaltare il verdetto.
La battaglia legale tra Ronaldo e la Juventus
Nel gennaio 2026, il Tribunale di Torino aveva respinto il ricorso presentato dalla società bianconera, confermando il diritto del portoghese a trattenere quanto già ricevuto. La decisione aveva inoltre comportato per il club il pagamento delle spese legali.
La somma era già stata versata a Ronaldo e accantonata nel bilancio della stagione 2023/24, evitando così un nuovo impatto economico sui conti della società. La controversia rimane uno dei capitoli più discussi legati alla gestione finanziaria della Juventus durante la pandemia.
Per quanto riguarda il ricorso in Cassazione indicato nella notizia del 13 ottobre 2026, è necessario verificare i dettagli dell’ultimo aggiornamento giudiziario: non sono riuscito a recuperare il contenuto specifico dell’articolo collegato e non voglio attribuire alla Juventus iniziative legali o decisioni non confermate.
