Dybala, il problema non è tecnico ma tattico

Dybala, il problema non è tecnico ma tattico


Contro il Parma, Paulo Dybala, si è seduto un’altra volta in panchina dopo gli zero minuti contro la Lazio. Al Tardini l’argentino è subentrato a Khedira a dieci minuti dalla fine, con la partita ormai virtualmente chiusa. Sarebbe dovuta essere almeno sulla carta la stagione della consacrazione per il 10 bianconero ma almeno per il momento così non è stato. Andiamo ad analizzare i motivi del suo poco spazio in questo avvio di campionato.

CONCORRENZA IN ATTACCO

Questa stagione la Juventus ha tantissima concorrenza in attacco e Dybala sembrerebbe aver pagato questa lotta per una maglia da titolare. La verità è che quest’ anno, Massimiliano Allegri ha la possibilità di alternare i giocatori in tutti i reparti senza abbassare il livello della formazione (specialmente in attacco) e probabilmente Ronaldo a parte gioca titolare solo chi è in forma. Dybala è partito dall’inizio nell’esordio in campionato con il Chievo e non ha entusiasmato a differenza di Bernardeschi. Nelle partite successive, infatti, è stato proprio l’ex Fiorentina a giocare al suo posto.

SE IL PROBLEMA FOSSE IL MODULO?

Più che sul piano tecnico e delle prestazioni potrebbe essere proprio il sistema di gioco il problema. Dybala non ha le caratteristiche di un esterno nel 4-3-3 e quando è stato schierato in quel ruolo si è sempre trovato in difficoltà, andando a cercare una posizione più centrale. Nelle ultime due uscite la Juventus ha scelto il modulo con i tre centrocampisti e guarda caso l’argentino si è seduto in panchina. Considerando che Mandzukic e Ronaldo in questo momento hanno la maglia da titolare quasi assicurata, Bernardeschi e Douglas Costa garantiscono maggiore affidabilità sul piano tattico rispetto all’ex Palermo. Dybala si trova meglio come rifinitore dietro la punta e l’impressione è che Allegri quando sceglierà il 4-2-3-1 sceglierà il 10 bianconero senza dubbio. Per la Joya quindi niente allarmismi ma bisognerà aspettare solo il momento giusto che si prenda la Juventus.

Paolo Amarante

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