La UEFA indaga sul PSG, i francesi rispondono: cosa sta succedendo col FPF?

La UEFA indaga sul PSG, i francesi rispondono: cosa sta succedendo col FPF?


Nella giornata di ieri, la UEFA ha comunicato l’intenzione di indagare sull’effettivo bilancio del Paris Saint-Germain per verificare se la squadra francese abbia rispettato i parametri imposti dal FPF dopo la faraonica campagna acquisti di quest’estate.

IL COMUNICATO UEFA

Nel comunicato si legge: “L’inchiesta sarà incentrata sulla conformità del pareggio di bilancio, in particolare dopo i recenti trasferimenti della finestra di mercato estiva“.

La UEFA parla dei 238 milioni di euro spesi in estate dai parigini, contrariamente ai 68 milioni di euro ricavati dalle cessioni, per acquistare Neymar (222 milioni) e Yuri Berchiche dalla Real Sociedad (16 milioni). Nell’indagine rientrerà, poi, anche l’acquisto di Kylian Mbappé, prelevato dal Monaco in prestito con diritto di riscatto fissato a 180 milioni, i quali verranno, però, pagati solo nel 2018.

IL MERCATO È CAMBIATO

Non ci sono dubbi, perché ormai è quasi esclusivamente dei paperoni. Cifre monstre, contratti stellari e clausole ai limiti del reale. E il FPF sembra, a volte, uno scoglio facilmente sormontabile, soprattutto per la sua “incoerenza”: molte squadre spendono troppo e non vengono sanzionate, altre subiscono segnalazioni al primo passo mosso.

L’inchiesta aperta sulle cifre folli messe in campo del PSG sembra la soluzione più lecita, per provare a frenare questo processo di “imbruttimento” del calciomercato.

LA RISPOSTA DEL PSG

Stando alle regole del FPF, il Paris dovrà dimostrare di non aver registrato perdite superiori ai 30 milioni di euro nel periodo che va dal 2016 al 2018, che le entrate generate dai suoi sponsor non superino il 30% del totale dei ricavi e che il monte ingaggi e l’indebitamento del club non superino rispettivamente il 70 e 100% dei ricavi complessivi.
I parigini, comunque, hanno già rilasciato un comunicato in cui sostengono di aver tenuto sempre al corrente la UEFA di tutte le operazioni di mercato, anche se non erano obbligati a farlo.