Marotta conferma Allegri: "Siamo d'accordo, non vediamo problemi"

Marotta conferma Allegri: “Siamo d’accordo, non vediamo problemi”


Dopo la grande impresa del passaggio del turno con il Barcellona, ora la Juventus vuole guardare avanti. Per questo, è intervenuto a TMW Radio il direttore bianconero Beppe Marotta, il quale ha rilasciato dichiarazioni importanti sul futuro di Allegri.

BEL RAPPORTO

Marotta ha praticamente confermato Allegri con le sue parole: “Al di là del mero aspetto formale, di un contratto che scade nel 2018, la riflessione più importante da farsi è che il rapporto con Allegri abbia dato giovamento a tutti. Non intravediamo degli screzi tali da interrompere questo matrimonio. Quando due realtà si trovano d’accordo mi sembra un fatto secondario il fatto di proseguire”.

QUALIFICAZIONE MERITATA

Ovviamente, negli occhi dei tifosi juventini c’è ancora il passaggio del turno di ieri sera. E Marotta carica la folla, ricordando a tutti come la Juve stia crescendo esponenzialmente in Europa: “C’è la sicurezza di essersi meritato il passaggio del turno. Sensazioni? Ora ci sono tre squadre, sottolineo invece come questa qualificazione sia stata giustamente messa in risalto come una grande impresa, ma non conta niente passare il turno se non sei il vincitore. C’è uno sforzo importante, in concomitanza c’è un mese altrettanto importante con il rush finale dello scudetto che è un obiettivo stagionale… è difficile conciliare tutte le cose. La grande caratteristica è la forte mentalità internazionale, cresciuta nella società, più la scelta di giocatori che rappresentassero questa filosofia. Gente che ha vinto Champions, chi è campione del mondo, c’è stato un contagio positivo con i colleghi. Il compito della società è stato quello di supportare l’attività di Allegri, l’apoteosi è stata la qualificazione di ieri. In tre anni abbiamo avuto due semifinali più quello che è successo a Monaco l’anno scorso. Abbiamo trovato la consapevolezza giusta che in Juventus era un po’ scomparsa dopo il ciclone del 2006. Con orgoglio siamo tra le prime cinque o sei d’Europa”.

Simone Calabrese