Ciro a tutto campo, dalla Cina a Maradona

Ferrara a tutto campo: “Juve squadra da battere. Vi racconto la mia esperienza da allenatore”


Ciro Ferrara è forse uno degli ex più celebri e sentiti di Juventus e Napoli e si racconta in una esaustiva intervista al Corriere dello Sport. Diventato una leggenda di uno e dell’altro club, Ciro è andato in Cina a cercare un ambiente di lavoro più tranquillo, ripartendo dalla serie B con il Wuhan Zall.

Il calcio di Ciro da Maradona alla Champions Leagueferraranapoli

Ciro ha Napoli ed il calcio nel sangue, e ha sempre giocato a dispetto anche di una malattia che lo ha tenuto in sedia a rotelle per qualche tempo: “anche da li giocavo a calcio” ricorda Ciro “mio fratello mi alzava la palla ed io andavo di testa“. Poi la scalata al Napoli fino ad arrivare in prima squadra con Maradona: “Non sono qui a fare confronti con nessuno, ma Diego è stato per me il più forte in assoluto ed era molto amichevole, non ti faceva mai pesare la sua superiorità“. Il difensore però respinge al mittente il paragone di mercato con Higuain “Non  sono storie da paragonare, io ero uno scugnizzo napoletano, cresciuto in città. Nel ’94 il Napoli mi cedette alla Juve perchè aveva necessità di fare cassa. Io andai alla Juventus perchè dopo essere stato in quel Napoli vincente, l’unica squadra di quel livello mi sembrava proprio la Juve“. Ciro comunque ha fatto della Juve la sua casa, tanto da diventarne ad un certo punto capitano, ricorda la vittoria della Champions League 1996 come uno dei suoi ricordi più belli assieme allo scudetto con il Napoli: “Sono i due momenti più belli della mia stupenda carriera, legata solo all’azzurro ed al bianconero

 

“Non immaginavo di allenare, il calcio italiano è stressante”ferrarajuve

Come allenatore l’esperienza di Ciro parte sempre dal suo mentore alla Juventus, Lippi: “Quando  Lippi mi chiamò per collaborare con lui, in vista dei mondiali di Germania, non immaginavo che questo sarebbe stato il mio futuro. Dopodichè Ferrara va ad allenare la primavera bianconera finchè la società non lo mette in prima squadra visto l’esonero di Ranieri: “Avrei sfidato chiunque a non accettare in quel momento. Feci le ultime partite ed andarono bene, entrammo in Champions, non credevo mi avrebbero riconfermato eppure lo fecero“. Si è fatto inoltre una sua idea sul perchè alla sua Juve andò tutto male Ero inesperto questo è vero, ma ho gestito la squadra, parlando di risultati, meglio di Zaccheroni e Delneri che di esperienza ne avevano ben di più. La Juve in quel periodo aveva problemi che la nuova società è andata poi a risolvere. Pretendevano davvero che vincessi subito al mio primo anno in serie A”. Ferrara poi dice di non avere nessuna fretta di tornare nel caotico e polemico calcio italiano “Allenare in Italia è veramente difficile, qui sei esonerato da un certo tipo di pressioni perchè l’allenatore è visto come un organizzatore, ma soprattutto il calcio qui è meno soffocante“.

Per concludere parla della partita di questa sera “La Juventus è la squadra da battere e lo è stata in tutti gli ultimi cinque anni, la do favorita, ma il Napoli non dovrà mollare fino alla fine

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