Il cambiamento diventa necessità: le alternative tattiche per Allegri

Il cambiamento diventa necessità: le alternative tattiche per Allegri


Nulla è immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”, asseriva Eraclito da Efeso, anche se non sempre un cambiamento è qualcosa di volontario. Ci sono circostanze che lo impongono, come nel caso in cui si trova adesso Massimiliano Allegri: il gioco stenta a decollare e, soprattutto, con l’infortunio di Dybala, che raggiunge Pjaca, con cui commenterà dalla tribuna le gare da qui alla sosta per le nazionali, la coperta in avanti diventa corta. Ed è qui che viene in supporto Emmanuel Levinas: “L’idea del perfetto non è idea ma desiderio“, e il desiderio dell’allenatore bianconero è quello di trovare un vestito che possa esaltare la bellezza di Madama, nonostante le sia un po’ sbavato il trucco sul viso. Andiamo quindi ad analizzare le possibili scelte tattiche di Massimiliano Allegri

3-5-2, NESSUN CAMBIO MA CON QUALCHE DIFFICOLTÀ

Bisogna ammetterlo: la soluzione più semplice, in questo momento, è rappresentata dal mantenere il 3-5-2, schierando insieme Higuain e Mandzukic. È così che Allegri manderà in campo i suoi contro la Sampdoria. Ci sono però parecchie controindicazioni: innanzitutto, a Palermo si è visto chiaramente, contro una squadra di livello nemmeno troppo elevato e ancora ben lontana dall’idea di gioco precisa che le sta inculcando De Zerbi, che allontanare dall’area di rigore uno dei due centravanti risulta estremamente deleterio in termini di gioco, visto che inevitabilmente uno dei due si troverebbe a fare i conti con un ruolo non proprio. A questo bisogna aggiungere le difficoltà riscontrate da Dani Alves, probabilmente non adatto a giocare come esterno nel 3-5-2, dato che tende troppo ad accentrarsi, finendo per invadere il raggio d’azione di Khedira e lasciando scoperta la corsia, che contro il Lione è stata più volte occupata da Dybala, costretto ad allargarsi troppo in fase offensiva, senza quindi toccare palloni nella zona centrale del campo. C’è poi un aspetto da non trascurare: l’unica alternativa in attacco, in caso di 3-5-2, sarebbe rappresentata dal giovanissimo Kean, che comunque nelle prossime partite potrebbe finalmente fare il suo tanto desiderato debutto da record. Un po’ poco, se si considera che davanti ci sono, oltre al Doria, Napoli e Lione in casa e Chievo in trasferta.

PJANIC-POGBA E DANI ALVES-LICHTSTEINER, LE DIFFERENZE AI RAGGI X

È difficile fare paragoni tra la Juventus di quest’anno e quella della scorsa stagione: sono due squadre diverse, dato che alcuni interpreti dello spartito, seppur impiegati nelle stesse posizioni, hanno nelle corde note totalmente differenti. Di seguito i grafici relativi alle prestazioni di Dani Alves e Lichtsteiner prima, e Pogba-Pjanic poi, elaborati da SpazioJ sulla base dei dati WhoScored.

4-5-1, LA SCELTA PER SFRUTTARE LE FASCE

Si, magari detto così può sembrare una scelta alla stregua del catenaccio, ma la gara disputata contro il Bayern Monaco all’Allianz Arena suggerisce tutt’altro. Con Cuadrado e Alex Sandro sulle fasce, liberi da alcuni compiti in fase difensiva, Higuain potrebbe finalmente essere servito di più e, soprattutto, meglio, trovandosi in una condizione molto simile a quella in cui era abituato al Napoli. Dani Alves sarebbe poi più libero di giocare più accentrato e avrebbe a disposizione, oltre alla soluzione personale, anche lo scarico sulla corsia esterna o la triangolazione con Pjanic o Khedira. Altro giocatore che potrebbe trarre giovamento dal cambio di gioco è proprio il pianista bosniaco: con Khedira e uno tra Sturaro e Lemina, aspettando Marchisio, Mire si troverebbe catapultato più al centro del gioco, e soprattutto sarebbe sgravato da alcuni compiti che dovrebbe svolgere se impiegato da mezzala sinistra, ruolo nettamente più impegnativo anche dal punto di vista fisico. In fase di possesso, poi, Evra potrebbe tranquillamente spostarsi a fare il terzo centrale di difesa, sfoggiando un 3-4-2-1 con Pjanic e Cuadrado a supporto del Pipita, proprio come accaduto nei primi minuti in Germania, con Pogba e l’esterno colombiano dietro Morata. In questo modo, poi, ci sarebbe maggiore possibilità di triangolazione tra il centravanti, il trequartista e l’esterno in attacco, oltre che continue sovrapposizioni sulle fasce: è proprio lì che la Juventus ha il suo punto di forza quest’anno, sarebbe un peccato non sfruttarlo a dovere.

LA TATTICA PERFETTA PER LE PROSSIME GARE

Il 4-5-1, oltre a essere una variante tattica interessante perché probabilmente consentirebbe a molti dei calciatori a disposizione di Allegri, sarebbe la scelta perfetta – oltre che quasi obbligata – anche per la gara casalinga contro i partenopei. Iniziamo dalla fase difensiva: questo modulo consentirebbe ai bianconeri sia di non rischiare l’inferiorità numerica contro gli esterni del Napoli  – tattica vincente già sperimentata da Allegri lo scorso anno, quando costrinse Pogba al sacrificio sulla fascia sinistra per difendere con un insolito 4-4-2 -, ma anche di bloccare ogni riferimento centrale con le due mezze ali a marcare i rispettivi dirimpettai di centrocampo. A seconda dei momenti della partita, quindi, difficilmente i bianconeri potrebbero soffrire le iniziative azzurre. D’altro canto, Callejon e Insigne si troverebbero costretti a raddoppiare sulle rispettive corsie, altrimenti Ghoulam e Hysaj si troverebbero soli rispettivamente contro Dani Alves e Cuadrado da una parte e Sandro ed Evra dall’altra, lasciando così più isolato Mertens – o chiunque possa interpretare il ruolo di falso nove, da Zielinski ad Hamsik, passando per Rog – a reggere il peso dell’attacco, cosa non esattamente nelle corde del belga. E considerando che proprio il terzino albanese sembra essere la fotocopia sbiadita di sé stesso in questo avvio di stagione, la superiorità numerica sulle corsie esterne potrebbe essere la chiave per portare a casa la partita, così come i cambi di gioco improvvisi sulla fascia in caso di ripartenza. Anche con il Lione potrebbe rivelarsi una scelta vincente quella di affidarsi a un modulo basato su un maggiore sviluppo del gioco sulle corsie esterne, visto che già durante la gara d’andata i transalpini hanno dimostrato di soffrire la velocità di Alex Sandro e Cuadrado.

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