Pjanić sottotono... aspettando Marchisio

Pjanić sottotono… aspettando Marchisio


Se chiedeste ai tifosi della Roma un parere – non condizionato dal trasferimento in bianconero – su Pjanić, la risposta sarebbe nella maggior parte dei casi simile a questa: “se giocasse sempre al massimo delle sue potenzialità, sarebbe tra i più forti al mondo”. SE, è quel se che forse è stato dimenticato, o meglio ignorato, sia per l’euforia scaturita dall’aver acquistato uno dei giocatori migliori del calcio italiano sia per la necessità di coprire un centrocampo non ancora completo.

CONTINUITÀ – La mancanza di continuità è forse, momentaneamente, il limite più grande di Pjanić. Come in passato, anche stasera ha offerto una prestazione ben al di sotto delle sue possibilità. Lungi dal sminuire l’importanza che riveste e rivestirà per la Juventus, ma comunque un peccato, sia per la squadra che per i tifosi, non poter godere puntualmente delle sue grandi doti. Nella partita da poco terminata, al di là di un posizionamento incerto e forse arretrato, non ha offerto le giocate che sono da sempre nelle sue corde: nessuna verticalizzazione e qualche stop e passaggio di ritorno sbagliato. Non un disastro, sia chiaro, ma sicuramente sotto le aspettative che sono riposte in un giocatore della sua classe.

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ASPETTANDO MARCHISIO – Se un po’ di responsabilità sono da attribuire al giocatore, non si può negare che l’attuale situazione del centrocampo bianconero non penalizzi le sue caratteristiche. Con Lemina fortissimo in fase di interdizione ma da rivedere in fase di impostazione e Khedira sicuramente più bravo ad inserirsi in fase offensiva, le responsabilità di dare qualità al giro palla ricadono inevitabilmente sul numero 5. Sicuramente non l’ideale per un giocatore che dà il massimo quando ha la possibilità di ricevere palla in posizione più avanzata, per poi illuminare gli attaccanti con lanci al bacio oppure verticalizzando ed andando a ricevere il pallone di ritorno per scaricare in porta. Inevitabile che il suo impiego in una posizione non congeniale si trasformi in una brutta prestazione quando la serata non è nel suo segno. Appare quindi necessario svincolare Pjanić dalla responsabilità di orchestrare il gioco bianconero, per valorizzare le sue qualità e per salvaguardare l’intera squadra dalle sue serate meno brillanti.

Per fare questo però, esiste una conditio sine qua non: Marchisio. Il principino è l’unico in grado di prendere in mano il centrocampo, sia in fase di possesso palla che in fase di non possesso, guidando la linea del centrocampo a salire a supporto dell’attacco, sicuramente troppo isolato nelle ultime partite. Il rientro del numero 8 consentirebbe a Pjanić di alzare la sua posizione, avvicinandosi alla porta e sostituendo ad un compito che richiede quantità, uno che richiede qualità, sicuramente più nelle sue corde. D’altronde si sa, una squadra gira al massimo quando ogni giocatore è sfruttato al massimo delle sue potenzialità. Tutti in attesa del ritorno di Marchisio quindi, sia per il gioco della Juve che per poter finalmente ammirare il vero Pjanić , uno dei centrocampisti con più qualità al mondo.