Juve-Carpi, le pagelle dei bianconeri: talento, follia, Zaza. E la prima capriola non si scorda mai…

Carpito e affondato. La Juve va, che tanto con lo scudetto già sul petto non cambia la voglia di azzannare. Gli emiliani si arrendono al colpo d’astuzia di Hernanes, a quel matto di Zaza che va ad impattare alla perfezione.

Ecco le pagelle dei bianconeri…

BUFFON 6 – Pugni chiusi, cuore colmo d’orgoglio. Ed una parata, su Verdi: di piede e di anima, vince anche quest’oggi.

RUGANI 6.5 – Cinquanta partite di A senza prendere un giallo, e poi fa doppietta a scudetto acquisito. Lo strano caso di Danielino: più ‘sporco’, ma sempre un passo avanti.

BONUCCI 7 – Le battute sui suoi baffi ormai si sprecano, il web gli farà pagare dazio. Per il resto, ventinovesimo compleanno festeggiato al meglio: perché la prestazione, come sempre, è impeccabile. Ah, ma quel lancio di 60 metri?

EVRA 6 – Non soffre, e perché dovrebbe. Di tanto in tanto è impreciso: forse starà pensando al rinnovo. Come sfogliare una margherita, è l’eterna scelta tra il sì ed il no.

CUADRADO 6.5 – E corre, e dribbla, e lotta. E sta bene, e vuol restare. A destra è un motorino instancabile, figuratevi senza obblighi difensivi: è festa continua. Un po’ inconcludente, ecco, ma continua.
LICHTSTEINER 6 – Ha 15 minuti per correre ed incazzarsi. Non sbaglia un colpo.

POGBA 7 – Step uno: vincere. Step due: guarda lo step precedente. Ha un solo obiettivo, più la presunzione di dover essere l’uomo decisivo. Per tanti versi, ha il miglior approccio di tutti: roba che gli vale il dodicesimo assist, il migliore tra i ‘giovani’ in Europa.

HERNANES 6.5 – La prima capriola non si scorda mai. Peccato, però: verosimilmente, sarà anche l’ultima. Col Carpi, comunque, metronomo e tuttofare. E gli si perdoni qualche erroruccio…

ASAMOAH 6.5 – Potenza al potere, ma anche voglia e fattore mentale. Asa è sempre sul pezzo: lo è da quattro anni. Fosse stato più fortunato, a quest’ora parleremmo di un giocatore assolutamente determinante.
STURARO s.v. – Minuti in cascina.

ALEX SANDRO 6.5 – Oh, neanche una paletta dei vigili lo fermerebbe. Tanta roba, tanti chilometri. E tanto Alex Sandro, nella sua versione più intrigante: davanti e indietro, e senza paura.

MORATA 6 – Si fa male, vuol tener duro, poi s’arrende. Quarantacinque minuti di tentativi: ma nessuna sgaloppata, e nemmeno una fiammata.
ZAZA 7 – Ogni 106 minuti, un gol. Basta una statistica, semplice e pulita: non per questo banale. Eccolo, Simone: trionfo di talento e pazzia. E di tenacia: perché per resistere così, serve avere un carattere da lottatore puro.

MANDZUKIC 6.5 – Scudetto già archiviato, ma non cambia il suo approccio. Primo a difendere, primo ad attaccare. Non ci abitueremo mai e poi mai: chapeau.

ALLEGRI 7 – Cuore e tenacia, fenomenale nel tenere tutti sul pezzo anche quest’oggi. Voleva festeggiare: ha celebrato la potenza della sua creatura. Infinito, come l’abbraccio della curva.

Cristiano Corbo

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