Juve, la storia è a portata di mano: ma lo sprint finale è pieno di insidie

Juve, la storia è a portata di mano: ma lo sprint finale è pieno di insidie


Mesi fa Allegri dichiarò, mutuando la terminologia dell’atletica leggera, che il campionato italiano è più una maratona che una gara sui 100 metri. L’intento delle esternazioni del tecnico era chiaro: focalizzare l’attenzione non sui primi due mesi di campionato, disastrosi per la Juve, ma su un futuro che, a ragion veduta del tecnico livornese, sarebbe stato più roseo.

VETTA RITROVATA, MA OCCHIO AI CALI DI TENSIONE – Quell’avvio di campionato disastroso, in cui la Juve guardava tutti dal basso e si vedeva, virtualmente, tagliata fuori dai giochi per il titolo, è passato come un brutto sogno. Oggi la Juve può di nuovo preoccuparsi solo di chi sta dietro, in virtù della vetta ritrovata settimane fa e mai più abbandonata da allora. Adesso Allegri torna a farsi sentire e chiede ai giocatori e ai tifosi l’ultimo sforzo per questa estenuante e appassionante maratona. Il 5° scudetto è dietro l’angolo, a braccetto con l’appuntamento con la storia e né il tecnico, né la dirigenza, né la squadra vogliono e possono permettersi un calo di concentrazione.

Ecco la prima grande incognita di queste ultime giornate. La Juventus ha reagito con rabbia, da grande squadra, all’eliminazione in Champions, riprendendo il cammino in campionato da dove lasciato e facendo segnare la 19ma vittoria nelle ultime 20 partite giocate. Buffon sigla l’ennesimo record personale diventando il portiere con la più longeva striscia d’imbattibilità nella massima serie, superando Rossi e Zoff in questa particolare graduatoria. Record e rimonte a parte, la Juve dovrà mantenere la testa bassa, come professato più volte da Allegri, Marotta e dallo stesso Agnelli, e non perdere di vista l’obiettivo per evitare scivoloni che avrebbero del clamoroso.

GESTIRE LE ENERGIE – La seconda incognita è la tenuta fisica della squadra. L’eliminazione dalla Champions potrebbe, paradossalmente, risultare propedeutica e permettere ai bianconeri di concentrare tutte le energie residue sul rush finale. A questo dubbio si lega strettamente il fattore infortuni che quest’anno ha preso costantemente di mira i bianconeri. Ultimo nell’elenco Bonucci, fermatosi in Nazionale e per il quale si è temuto uno stop di almeno un paio di settimane. Allarme rientrato, con il difensore viterbese che dovrebbe stare fuori solo per la sfida di Sabato contro l’Empoli. Proprio per il match contro la banda Giampaolo sno tornati disponibili Chiellini e Marchisio.

LE INSIDIE DEL CALENDARIO – Altro fattore non meno importante è il calendario. Nelle ultime 8 giornate la Juventus, nel confronto diretto con il Napoli, diretto inseguitore in classifica a -3, sembra avere un calendario meno agevole rispetto ai partenopei. Nonostante le 5 partite casalinghe (su 8), analizzando gli ultimi impegni possiamo evidenziare come la Juve, oltre a recitare il proprio ruolo nella lotta Scudetto, sarà probabilmente arbitro in altri contesti. Detto che l’Empoli naviga comodamente a metà classifica (36 punti), i bianconeri saranno giudici anche nella lotta per la salvezza, dovendo incontrare PALERMO, CARPI, Verona e SAMPDORIA (in maiuscolo le sfide casalinghe), tutte attualmente invischiate nelle ultime posizioni.

Incastrate tra queste delicate e insidiose sfide, quasi per uno scherzo del destino, vi sono altre 3 partite tutt’altro che semplici e che potrebbero essere determinanti per i piazzamenti Europa League / Champions. Sabato 9 Aprile, andrà in scena un grande classico: Milan-Juventus, con la squadra di Mihajilovic impegnata nella ricorsa all’Europa, distante adesso appena 6 punti. Al di là della classifica, la sfida con i rossoneri è da sempre un appuntamento speciale tra due grandi club e approcciarlo pensando ad un Milan demotivato potrebbe causare pericolosi cali di concentrazione. Immaginare una squadra già soddisfatta per la qualificazione in Europa League derivante dalla prossima finale di Coppa Italia, ancora, contro la Juve (21 Maggio) è surreale e sarà quindi inevitabile prestare il massimo dell’attenzione ad un avversario mai domo. Dopo la sfida casalinga con il Palermo, con i rosanero attualmente in piena zona retrocessione, la Juventus ospiterà la Lazio nell’ultimo turno infrasettimanale di questa annata, con la squadra allenata da Pioli che potrebbe non avere velleità di classifica, ma che proprio per questo, non avendo nulla da perdere, non deve assolutamente essere sottovalutata.

Appena quattro giorni dopo assisteremo forse alla sfida più difficile di questo ultimo scorcio di Serie A 2015/16. I bianconeri saranno impegnati al Franchi, contro una Fiorentina che potrebbe ancora essere in corsa per il 3° posto, utile per i preliminari di Champions, o comunque fortemente determinata a confermare il piazzamento Europa League. Anche in questo caso, in ballo c’è una rivalità storica e una vittoria in una partita del genere può valere un’intera stagione, specie se arriva contro degli odiati, sportivamente parlando, rivali ai quali potresti mettere il bastone tra le ruote nella corsa scudetto.

FORZA E CONSAPEVOLEZZA – In conclusione, l’ultima cosa di cui diffidare assolutamente è la consapevolezza di essere i più forti in Italia, perché può portare a sottovalutare l’avversario e questo è esattamente il tipo di errore che in Serie A non puoi permetterti contro nessuno o rischi di pagarlo a caro prezzo, soprattutto se ti chiami Juventus!

Ancora 8 partite. Poche settimane e sapremo se la Juventus firmerà un nuovo e strepitoso capitolo della sua e della storia del Calcio italiano, portando a casa un incredibile ma quanto mai meritato scudetto.

Salvatore Listo

 

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