Berardi, ci risiamo: un'altra espulsione. E ora rischia

Berardi, ci risiamo: un’altra espulsione. E ora rischia


Ci risiamo, Domenico Berardi ci ricasca. Un altro cartellino rosso, questa volta per un fallo di reazione su Ansaldi, terzino del Genoa. È la storia di un talento purissimo, troppe volte sopra le righe: è la terza espulsione in 71 partite nella massima serie. Senza dimenticare le 27 ammonizioni. Decisamente troppe per un attaccante, che si candida a essere il faro tecnico della nuova generazione italiana. “È un problema”, ha ammesso Di Francesco. “Ne parlerò con lui”.

IL RISCHIO – È il caso, infatti, di fare qualche riflessione. Il talento da solo non basta, ci vuole anche la testa. Che Berardi ha perso spesso: i numeri parlano. Nell’anno dell’Europeo, si sta giocando la Nazionale e, forse, anche la Juve. Il bianconero poteva vestirlo già quest’estate, ma anche il desiderio di vestire la maglia azzurra in Francia l’ha spinto a rimanere ancora un anno a Sassuolo. Per trovare continuità, crescere, maturare.

RECIDIVO – Se dal punto di vista tecnico Berardi non si discute, non sembra che caratterialmente stia crescendo granché. Il calcione rifilato ad Ansaldi, che ha costretto i suoi in dieci per tutto il secondo tempo, sembra la replica della folle gomitata a Juan Jesus dello scorso anno. Un segnale tutt’altro che positivo.

ADDIO EUROPEO? “Chi non capisce la Nazionale è inadatto”, aveva tuonato Conte. Il riferimento a Berardi – e Insigne – era chiaro. Questo nuovo episodio non farà altro che alimentare i dubbi del ct. Era rimasto fuori dalle ultime convocazioni e, dopo quest’episodio, non è impensabile che lo sarà anche dalle prossime. Ed Euro 2016 si avvicina. Ma pure alla Juventus si faranno i dovuti ragionamenti.

E LA JUVE PENSA – La maglia bianconera pesa, specialmente dal punto di vista psicologico: Berardi si è mostrato ancora una volta fragile sotto quell’aspetto. Con tutto il rispetto del Sassuolo, dove tutto gira intorno a Mimmo, l’ambiente bianconero è completamente diverso. È decisamente vietato sbagliare. Si deve pur dire che i precedenti di ‘teste calde’ rinsavite a Torino non mancano – ultimo della lista, Osvaldo -, ma Berardi dovrà iniziare a darsi una regolata sin da subito.

Felice Lanzaro (@FeliceLanzaro)

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