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Spalletti, pronta una scossa con la Juventus: ecco cosa si è detto con la squadra

Spalletti chiarisce la situazione in casa Juve: ecco cosa si è detto con la squadra

Luciano Spalletti ha fatto il punto sul rapporto con il gruppo in conferenza stampa, descrivendo una riunione in cui ha lasciato la parola ai giocatori.

“La sensazione che poi i ragazzi siano dentro quelli che sono i discorsi che si fanno, perché per esempio, nella riunione che abbiamo fatto ultima li ho fatti parlare e ho cercato di acquisire il massimo dell’informazioni per poterli poi aiutare a non ridurre il loro livello, in maniera per certi versi sorprendente, durante le partite e ho avuto la conferma di quella che è la serietà di quello che è l’onestà di quello che è il loro pensiero e si sono resi tutti molto disponibili. Poi ammettere, perché quello è un po’ venuto fuori, ammettere più cose dentro la partita, inserire quelle variabili che possono farci ritornare al livello più importante, al livello massimo che abbiamo a disposizione”

 

“Tutte e due sono le due componenti importanti: quella del dialogo e quella del metodo poi da usare come allenamento per cui, come detto prima, questa volta li ho fatti parlare tutti, io sono stato zitto perché io ormai i discorsi ne ho fatte un po’ in queste riunioni. E mi ha fatto piacere sentire quello che è il loro pensiero. E sono venute fuori delle cose importanti che poi Io posso andare a usare per quello che è. Il metodo di lavoro che vado ad attuare, che vado ad applicare, perché se lo dicono anche loro per me diventa più facile poi andare a spingere in quella direzione”

 

“Noi che facciamo questo lavoro siamo un po’ figli dei risultati e io ho imparato ad essere equilibrato e lucido dentro i risultati, perché poi possono variare ciò che però ci rende felicissimi tutti e vincere le partite quando vince una partita veramente e fai questo lavoro, ti senti qualcosa in più addosso ora purtroppo siamo indietro e non abbiamo fatto i risultati che volevamo per cui il ragionamento che succede di andare a scavare ancora più in profondità e la prima cosa da mettere è la reazione per dare di più per riuscire a raggiungere questo obiettivi sia i calciatori e sia io”

 

Sulle sue responsabilità:

“Sono io il tecnico, sono io che vado a dire come si sta in campo, sono io che scelgo la formazione, sono io che decide la tattica della partita, poi la partita si sviluppa dentro il campo, prende una forma che non è quella che sempre prevedi e lì ci va ad essere messo incastrato quello che è il ragionamento della squadra, quello che è la percezione che hanno quella che è la conoscenza, quella anticipazione di cui abbiamo parlato sempre, perché si vedono le cose le cose fisse, si vedono poi immaginarsi che sviluppo avranno dipende un po’ dalla fantasia dalla qualità che si ha e delle percezioni che si hanno di anticipazione di andare a prevedere se, per esempio, è successo qualche volta che si arriva lungo sulla pressione da fare e quella non va fatta perché rischi di rimanere a metà strada ed è la peggior cosa di tutte, perché poi chiami la squadra fuori e non può venire, perché se no lascia spazio dietro oppure quelli davanti vanno e quelli dietro non seguono e ti rimane. Poi spazio sulla via di mezzo e ti vengono a puntare la linea difensiva sotto queste scelte qui. Bisogna un po’ aiutarsi un po’ di più tutti, cioè quello che va a pressare bisogna si renda conto. Un po’ dietro se siamo nelle condizioni di supportarlo oppure no quello di dietro se quello davanti va bisogna vada a spingere per aiutarlo a non rimanere poi dentro il palleggio degli avversari e queste sono cose che bisogna riuscire a riconoscere lì al momento dello sviluppo al momento che avvengono”

 

Riferendosi a Kolo Muani e Woltemade:

“Domani partono tutt’e due”

 

Cosa chiede alla squadra:

“Partiamo da questo, l’essenziale è fare le cose convinti, qualsiasi cosa poi tu vada a scegliere è essenziale metterlo in atto in maniera determinata in maniera convinta in maniera forte si si pigia sull’acceleratore al massimo per quelle che sono le scelte che si fanno e devono essere sempre un po’ a livello di squadra, mai a livello individuale. Chiedo di saper ragionare di più, che ci vuole più testa per quelle che saranno le scelte che si fanno e di non essere così impulsivi e così così individualisti nelle cose, ma di vedere un po’ più l’atteggiamento di squadra di essere più squadra di essere più blocco di essere più uniti nelle scelte che si fanno”

 

Sul Rennes:

“Il Rennes è una squadra disponibile a giocare a campo aperto, una squadra forte da un punto di vista fisico. Per cui va ogni tanto ad allungarsi e a giocare con continui ribaltamenti di fronte, perché è una squadra molto diretta, gente veloce davanti ha il capocannoniere che poi ha fatto vedere di essere veramente un gran calciatore al di là del momento che è Lepaul. È una squadra che non è facile da prendere per cui bisognerà essere molto attenti bisogna essere squadra che valuta i momenti della partita. Stanno facendo un buon campionato, sono praticamente sesti come classifica, però sono un punto dalla dal comando dalla prima, perché sono tutti i secondi sono tutti allo stesso livello. Hanno entusiasmo, hanno molte cose per noi è un banco di prova importante per vedere poi quello che bisogna assolutamente lasciare della partita precedente è quello che invece bisogna riuscire a portare con noi a confermare o consolidare con il nostro comportamento”

 

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