La Juventus cade. Ancora. Anche stasera, contro la Lazio, i bianconeri si sono arresi e anche in malomodo, rimanendo a 11 punti in classifica dopo 7 partite. Insomma, l’operato di Spalletti non può assolutamente essere reputato positivo.
Le parole di Spalletti dopo Juve-Lazio
La Juventus non riesce ad alzare la testa. Anche in occasione del match contro la Lazio, non si è vista una squadra pronta e compatta. E il risultato parla chiaro: uno 0-3 nettissimo all’Allianz Stadium. Spalletti non può chiaramente essere contento e, clamorosamente, la sua posizione potrebbe essere in bilico. Nel frattempo, però, c’è da reagire e chiedere assolutamente di più.
Ecco le sue parole ai microfoni di DAZN:
“Sicuramente è stata una Juve inferiore, una Juve che non ha vuto né il pallino del gioco né idee su dove portare la partita… Difficile anche darsi spiegazioni perché noi non abbiamo fatto niente dalla partita di giovedi: siamo tornati alle 4 e mezza di notte e abbiamo deciso di farli recuperare. Ho tentato di cambiare, però siamo stati lenti sia di gambe che di testa. Non ci sono tattiche e sistemi se non ci si mette un po’ di ritmo, di cuore nella situazioni e roba che si trova frugandosi dentro.
Si va sempre a scavare nel carattere, perché poi l’importante è farla vedere una reazione, non lasciarsi abbandonare agli eventi, è sempre così”.
Poi il mister ha continuato su quella che sarà la direzione da prendere d’ora in poi:
“Il nostro futuro non ce lo giochiamo sulla buona sorte, ma con la nostra volontà. Siamo costretti ad imparare e riconoscere questa cosa: ci sono giovani d’oggi che lottano e giovani che alla prima spallatina si lasciano cadere per terra. Fa parte del carattere della persona. Chiaro che si va a fare un’analisi, abbiamo solo due possibilità: come si parla e ci si comporta con la squadra e quella della metodologia di lavoro. Qualcosa bisogna modificarlo. Anche io sono rimasto un po’ sorpreso della prestazione: devo pensare bene al modo di parlare con la squadra. Io voglio condivisione, voglio coinvolgere e poterci parlare, aver un buon rapporto coi calciatori. Ho sempre fatto così, quindi ora dovrò auto-analizzare il rapporto con la squadra, che è bello e sincero e loro si rendono conto anche da soli che quello che abbiamo fatto oggi non va assolutamente bene“.
