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Più Kolo che Anima

Più KOLO che ANIMA

Manca personalità. E forse lo sapevamo già. O, quantomeno, lo avevamo intuito.

Ma il pareggio contro il Cagliari lascia in eredità qualcosa di ben più preoccupante di due punti persi. Lascia la sensazione di una Juventus senza anima e senza qualcuno che sembri davvero comprendere il peso di quella maglia. 

Puoi sbagliare una partita, puoi (persino) pareggiare contro una squadra sulla carta inferiore. Ma non puoi permetterti di sembrare una squadra qualsiasi.

E allora il paradosso è servito: l’unico che sembra aver capito cosa significhi giocare nella Juventus è proprio l’uomo più bersagliato delle ultime settimane. Kolo Muani.

Il francese ha lottato su ogni pallone e ha cercato la porta con la fame di chi sente il dovere e/o il peso di cambiare le cose. 

Dal primo minuto al fischio finale, è stato tra i più reattivi, uno di quelli che non hanno mai dato l’impressione di voler accettare passivamente il risultato.

Da qui al mercato di gennaio, la Juventus dovrebbe ripartire proprio da questo paradosso. 

Non da chi dovrebbe essere un leader sulla carta ma da chi dimostra di avere a cuore lo status bianconero. 

Se un’intera squadra fatica a trovare un’anima, può bastare anche un solo uomo a ricordarle cosa significhi averla.

Meglio un Kolo Muani che lotta con l’anima che una Juventus intera che sembra averla smarrita. 

Più Kolo che anima. 

DI PAOLO BORGI

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