SPALLETTI E L’IRRISOLTO
Perché Luciano Spalletti era così nervoso dopo il pareggio di Cagliari? Non per il mancato risultato, ma perché si trova tra le mani un problema di cui non riesce a individuare la soluzione: l’attacco del blocco basso.
Pisacane ha semplicemente riproposto la ricetta della stagione scorsa, che gli era valsa una vittoria, e ha raggiunto un risultato similare. Palla alla Juventus e attesa in blocco basso, bassissimo. I dati del possesso palla bianconero nel primo tempo sono tikitakeschi, ma cosa hanno prodotto? Nessuna occasione da gol.
La squadra di Spalletti tiene palla, ma non riesce a disordinare le difese avversarie quando si arroccano a testuggine nella propria metà campo. Basta serrare i ranghi e la Juventus produrrà un’enorme mole di gioco sterile.
E Spalletti senza aver sbrogliato questa matassa sarà sempre più nervoso, perché -come ha dichiarato nel post partita- non c’entra il risultato, ma la fine della sua carriera. Non vuole chiudere con l’etichetta di allenatore superato, non più in grado di trovare soluzioni, in questo calcio che corre veloce.
È l’orgoglio di un tecnico che ha sempre saputo risolvere rebus, è la paura di non farcela questa volta
DI RICCARDO MELONI
