Mister Luciano Spalletti sta lavorando con grande professionalità per riportare la Juventus a un livello estremamente competitivo, ottenendo già ottimi frutti dal suo lavoro nella crescita di vari giocatori, come Weston McKennie. E non solo lui…
Juve, Spalletti scherza su McKennie: “Abbiamo creato la Wes Zone”
Gli allenatori cambiano, ma gli enormi attestati di stima per Weston McKennie no. Il centrocampista statunitense è preziosissimo per la Juventus, oltre ad essere una grande persona fuori dal campo: questo è il messaggio tralasciato dal suo attuale tecnico, Luciano Spalletti, nel corso dell’intervista concessa a Tuttosport. Insomma, il tecnico di Certaldo pare innamorato di Wes, sul quale ha scherzato e ha speso parole d’oro.
Ecco le sue dichiarazioni a riguardo:
“Per lui abbiamo creato la “Wes Zone”, lui conosce ogni angolo del campo. Già dentro i video che andiamo a comporre raccontano molto del suo carattere, della sua personalità. È una persona bella e viva, ti si mostra da solo. Lui ti dice: “Io sono fatto così. È un grande uomo che sa fare tantissime cose. È mediano, centrocampista, trequartista, gioca dove gli pare. Wes ha lo zaino pieno di medaglie da distribuire a chi l’ha allenato e a chi lo allenerà. L’universalità è la nuova specializzazione nel calcio: conoscere tutto il campo è un obbligo ormai”.
Tanti bianconeri in crescita: Douglas, Alajbegovic e Zhegrova
Gli elogi, però, non erano rivolti solo a Weston McKennie. L’intervista di Spalletti, infatti, contiene cenni di fierezza e speranza per il costante lavoro svolto da giocatori che stanno aprendo una nuova pagina della loro avventura juventina come Douglas Luiz, Kerim Alajbegovic ed Edon Zhegrova. Insomma, il lavoro di Spalletti si fa notare e il mister non si nasconde: oroglio, ma determinazione nel continuare cosi!
Qui le sue parole su di loro:
“Rispetto al momento in cui l’ho conosciuto certamente Douglas Luiz è cresciuto. Alajbegovic è uno che può veramente stupire. Dobbiamo riuscire a creargli un contesto più familiare e tranquillo, così potrà crescere più velocemente. Si deve creare una relazione forte tra la squadra e le potenzialità dei singoli giocatori. Ma se solo si completasse ancora un po’ vedrete Zhegrova: può diventare un top”.
