Juventus, il sogno scudetto è reale: tifosi impazziti

La classifica della Juventus ha sicuramente vissuto periodi peggiori ed è quindi lecito pensare e analizzare se i bianconeri possano veramente vincere lo scudetto.

17 punti in classifica al pari della Fiorentina, due in meno dell’Inter seconda e a quattro lunghezze di distanza dal Milan che con la vittoria contro il Genoa è diventata la capolista della Serie A. La classifica della Juventus non è affatto male. 

Alla prossima giornata ci sarà il tanto atteso match con il Milan di Pioli primo in classifica, che tra l’altro sarà senza Mike Maignan e Theo Hernandez, entrambi assenti per squalifica. Uno spareggio di alta classifica che potrà già dare qualche indicazione sul proseguimento della lotta per i primissimi posti.

Il sogno scudetto esiste: le parole di Adani

Sulla Juventus è tornato a parlare Adani, ex giocatore, in diretta dagli studi della Rai durante il programma La Domenica Sportiva. L’ex difensore ora opinionista ha analizzato così la vittoria nel derby della Mola dei bianconeri di Allegri.

La Juventus ritrova sé stessa quando è rabbiosa, quando come Bremer ci ha lasciato la testa pur di trovare il primo gol dei bianconeri. Se non riesce a trovare la via della porta si segna anche con i piazzati o si cerca l’errore dell’altro portiere, questo è normale”. I bianconeri non hanno mai dato l’impressione di essere apatici, un sentimento notato nelle facce dei giocatori in molte occasioni negli ultimi anni. Il derby è stato rabbioso, con la Juve compatta e unita verso un unico obiettivo: i 3 punti.

Adani parla della Juventus
Juventus, Adani parla dello scudetto (ANSA) SpazioJ.it

“La Juve qui la ritrovo nello spirito, nella voglia di essere in alto e di lottare tutti insieme per uno stesso obiettivo, nel cercare di non accampare scuse, nel non giustificare certe assenze (che erano tante) – ha continuato Lele Adani. Una Juve con questo spirito è assolutamente credibile e può giocarsela per lo scudetto“.

L’attacco vende i biglietti e le difese vincono i campionati, una frase forse inflazionata nel mondo del calcio che però non è mai stata più vera. Allegri ha fatto della difesa compatta in 10 dietro il pallone il suo marchio di fabbrica. Spesso, chiaramente, è stato additato come risultatista e cultore del non gioco.

Certo, il calcio della Juventus di Allegri non è sicuramente il tiki taka del Barcellona di Pep Guardiola, ma questo non toglie che la difesa compatta è un elemento che nella storia della Serie A è sempre stato fondamentale per almeno lottare per lo scudetto fino alla fine.

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