Crotone-Juve: tante incognite e poche certezze in vista di Kiev

Crotone-Juve: tante incognite e poche certezze in vista di Kiev

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La partita dello Scida, ha lasciato più di qualche perplessità, sia per il risultato, sia per la prestazione.
Alzi la mano chi si aspettava un pareggio contro una neo promossa, la quale ha fatto il primo punto in campionato proprio contro la Juventus. Al netto di defezioni eccellenti, causa covid e causa infortuni e, di un arbitraggio “fiscale”, a lasciare più di qualche perplessità è stata la prestazione opaca, in condizioni di parità numerica, offerta dai bianconeri.

Pirlo ha gli occhi di tutti puntati addosso, sia dalla stampa, sia dai tifosi, come ha fatto intuire giorni fa il Presidente Agnelli, pressione mediatica che rende il compito del neo allenatore bianconero non semplice. Non ha potuto usufruire nemmeno delle classiche amichevoli precampionato, importantissime soprattutto per uno alle prime armi, per poter provare moduli, soluzioni, idee. Proprio per i motivi sopraelencati, sarebbe opportuno, almeno per i primi tempi, cercare di non fare danni, partendo magari con l’evitare formazioni iniziali “fantasiose”. Come a Roma, anche ieri a Crotone, l’undici iniziale presentava qualche incognita dal punto di vista tattico.

Analisi tattica

Difesa

La mancanza di solidità difensiva è stato l’aspetto più preoccupante, dovuto ad alcune scelte un po’ azzardate. Demiral, schierato a sinistra al posto di Chiellini, pur essendo stato il migliore dei suoi compagni di reparto, ha commesso qualche sbavatura anche lui, in quanto ha sempre giocato a destra in una difesa a quattro, motivo per cui inizialmente ha avuto qualche difficoltà di adattamento. Bonucci in fase difensiva, ha qualche lacuna, questo è noto, a tal proposito fa riflettere il dato secondo cui il 19 bianconero, è il calciatore che ha causato più rigori in campionato nel 2020, ben quattro. La sua utilità in fase di impostazione è indiscutibile, ma viste le sbavature difensive, verrebbe da chiedersi se il gioco vale la candela. Danilo nelle precedenti partite, in fase di impostazione si abbassava nella linea a tre, in fase difensiva si alzava nella linea a quattro. Ieri, per la prima volta, la Juventus ha dato la sensazione di difendere a tre dietro, con il brasiliano apparso in forte difficoltà. Il motivo è semplice, mancava Cuadrado. Il lavoro sporco del colombiano, fatto di ripiegamenti e raddoppi in fase difensiva, è mancato tantissimo nella partita di ieri, tanto che a destra, prima del suo ingresso, si era aperta una vera e propria voragine. Chiesa in quella zona di campo, non ripiegava quasi mai, motivo per cui Danilo è andato in difficoltà.

Centrocampo Arthur non ha brillato, perché come ammesso dallo stesso Pirlo, ha “un pensiero e una visione calcistica, proveniente dalla scuola spagnola, che lo porta a fare troppi tocchi sul corto, a guardare poco davanti e di conseguenza a verticalizzare poco”. È ancora giovane, quindi ha molti margini di miglioramento che lo porteranno ad ampliare il suo bagaglio tecnico-tattico, in ogni caso quando ha la palla non la perde praticamente mai, ha un’ottima protezione della stessa, a dimostrazione del fatto che la qualità c’è, deve solo imparare a velocizzare il gioco, anche se la mancanza di uno tra Ramsey e di Dybala, a far da collante tra centrocampo e attacco si è avvertita non poco, motivo per cui la distanza tra i reparti ieri si è notata parecchio.

Questo tipo di lavoro doveva farlo Portanova, il quale ha un discreto senso di inserimento senza palla, ma non ha la precisione, forse schierarlo dal primo minuto, per di più in trasferta, si è rivelata una mossa azzardata o quantomeno non ha dato i frutti sperati. Chiesa ha fatto l’assist per il gol, ha corso e ha mostrato impegno, ma al di là dell’assist è stato molto impreciso nei passaggi. Un aspetto su cui lavorerà lo staff tecnico sarà sicuramente quello di farlo giocare con la testa rivolta verso l’alto e non verso il basso come è suo solito fare. Questa lacuna lo porta spesso a non avere visione di gioco e a sbagliare la scelta del passaggio. La voglia e le motivazioni per migliorare non gli mancheranno di sicuro. Ambiziosa risulta la scelta di farlo giocare al posto di Cuadrado, come detto prima il lavoro del colombiano in rosa non lo sa fare nessun altro, come dimostrato dalla partita di ieri. Se Pirlo ha intenzione di schierare Chiesa in quella zona del campo, dietro non può mettere Danilo, ma deve mettere un centrale puro.

Bentancur e Frabotta hanno fatto il compitino.

Attacco
Morata è stato il migliore in campo, ieri non è stata un partita facile per lui, in quanto arrivavano pochi rifornimenti. Lo spagnolo ha siglato il gol del pareggio, aveva anche segnato il raddoppio, annullato per un fuorigioco millimetrico, ha preso un palo, è sceso spesso a centrocampo a prendersi il pallone, ha lottato, fatto sponde e anche qualche passaggio filtrante interessante, come quello a Kulusevski. Anche dal punto di vista dell’atteggiamento visto in campo, è stato l’unico a non arrendersi e a lottare anche dopo l’inferiorità numerica.

Kulusevski è un diamante grezzo, su di lui ci sono tantissime aspettative, ma il ragazzo ha la personalità per confermarle.

I cambi

Cuadrado è entrato subito in partita, fornendo l’assist per il secondo gol a Morata e dando equilibrio e certezze alla squadra anche in fase difensiva. Rabiot non pervenuto, su Bernardeschi, meglio astenersi dal commentare, perchè sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.


Dopo la bella partita contro la Samp, dove ognuno ha giocato nel posto giusto, senza particolari esperimenti, oggettivamente contro la Roma e contro il Crotone, si è visto qualche passo indietro, dovuto a qualche esperimento “fantasioso”, talvolta “forzato” da parte dell’allenatore.
In vista della partita di Kiev, la Juventus si porta dietro tante incognite e poche certezze, motivo per cui l’allenatore farebbe bene a puntare sulle ultime, perchè in campionato c’è tempo per sperimentare e per provare, ma la Champions non perdona.

Milena Trecarichi

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