Nedved al Telegraph: "Non avrò pace finché non vinceremo la Champions League"

Nedved al Telegraph: “Non avrò pace finché non vinceremo la Champions League”


All’indomani della vigilia della gara di Champions League, Pavel Nedved ha parlato al quotidiano inglese Telegraph. Queste sono le sue parole sui temi trattati:

E’ STATO DIFFICILE RIMANERE DOPO CALCIOPOLI?In realtà è stato facile rimanere. Gli altri giocatori che hanno preso la stessa decisione hanno pensato lo stesso – cioè: cosa sarebbe successo se avessimo lasciato tutti il ​​club? Abbiamo deciso di rimanere perché abbiamo sentito la responsabilità (di nuovo quella parola) di tornare al club esattamente ciò che avevamo ricevuto. Il club ci ha creduto, quindi è stato il momento giusto per ricambiare. Ecco perché è stato facile”.

RAPPORTO CON I TIFOSI:Onestamente non riesco a spiegare perché il mio rapporto con i fan sia così forte, ma, forse, è dovuto al modo in cui vedo il calcio. L’ho sempre visto come il risultato di grandi sacrifici, sacrifici che fai ogni giorno per le vittorie e duro lavoro. Questo è ciò su cui si basa questo club: quel duro lavoro, quel grande sforzo, quel sacrificio”.

SUL SUO RUOLO IN SOCIETA’: “Sono un vicepresidente piuttosto peculiare rispetto agli altri in quella parte del mio ruolo di contatto quotidiano con lo staff tecnico, l’allenatore e i giocatori. Quelli che seguono questo tipo di carriera e possono fare un buon lavoro sono quelli che hanno avuto un’esperienza diretta sul campo e sanno cosa succede sul campo. Se a persone come queste vengono date le opportunità che possono fare molto bene, ovviamente non è come se dovessi smettere di giocare, togliti gli stivali e metti le scarpe eleganti e diventa subito un regista“.

SULL’ARRIVO DI RONALDO:Con l’ingresso di Cristiano Ronaldo è migliorata la mentalità. C’è sempre stata una mentalità forte e vincente, ma c’è qualcosa che ha portato e che ha influenzato il resto della squadra, che li ha colpiti e li ha resi ancora più fiduciosi“.

SU SIMEONE: “Non è stata una sorpresa per me vedere Simeone allenatore. Era sempre una persona molto seria, un giocatore serio e uno che era fiducioso. Era sempre molto difficile batterlo; era sempre molto determinato. L’Atletico Madrid certamente riflette la sua personalità e il suo carattere”.

SULLA CHAMPIONS LEAGUE: “Mi renderebbe sicuramente estremamente felice. Volevo vincere come giocatore ma non ci sono riuscito; se riuscissimo a vincere mentre faccio parte del club sarebbe assolutamente meraviglioso, sarebbe un risultato notevole. E allora, allora potrei riposare in pace“.

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