La malinconica banalità della Coppa Italia

La malinconica banalità della Coppa Italia


Non è perché il derby contro il Torino è andato in scena, per noi telespettatori, in versione muta. Vediamola positivamente: ci siamo goduti meglio l’atmosfera dello stadio. Il fatto, però, è questo: la Coppa Italia è una competizione oltre modo noiosa. Forse è vero che guardiamo sempre con invidia al mito della FA CUP inglese, per larghi tratti superiore agonisticamente alla stessa Premier, e forse è anche vero che in generale l’erba del vicino è sempre più verde. Ciò che ci appartiene viene costantemente circondato da un’aura di scetticismo, ma come è possibile dire il contrario?

‘’GIOCHI IN COPPA ITALIA?’’ ‘’SÌ MA NIENTE DI SERIO’’

Juventus-Torino ha palesato, forse ancor più del precedente derby del 2015 di Coppa Italia, una totale arrendevolezza da parte dei Granata, già sconfitti prima ancora di scendere in campo. Una occasione, forse due. Tra queste un palo. Poi il nulla. La Juventus con il minimo sforzo ha ottenuto la massima resa. Poco più di un allenamento, in cui sono state concesse due sgroppate anche ad un rivedibile Sturaro (fuori nell’intervallo), e in cui è stato concesso riposo ad Higuain (dentro solo nel finale) e Benatia.

Questo perché la Coppa nazionale italiana ormai non è altro che un misero palcoscenico per le seconde linee, per gli attori non protagonisti che non trovano spazio in campionato, la qual cosa è tutto tranne che uno spot di qualità per il nostro calcio, già fortemente mal visto. Le grandi squadre approfittano del turno di coppa per far riposare i propri gioielli, mentre le piccole partono già sconfitte. Ci sono poi le piacevoli eccezioni: Alessandria e Pordenone su tutte, il resto delle squadre di bassa classifica o addirittura delle serie inferiori non passa la prima scrematura contro gli avversari più ostici.

LA MALINCONICA BANALITÀ DELLA COPPA ITALIA

Si avverte una forzatura in tutto ciò. Un obbligo per i giocatori e per i tifosi che percepiscono una minima parte della tensione percepita per le altre competizioni. Peraltro proprio il fatto che a scendere in campo spesso siano le seconde linee, perché molti di loro ‘’solo in Coppa Italia potrebbero giocare’’, ha dei risvolti fortemente negativi sullo spettacolo che le squadre possono offrire, e tutto si limita al mero compitino. Ora la Juventus affronterà l’Atalanta, forse la prima squadra dopo anni realmente motivata a vincere questo trofeo, e presumibilmente arriverà di nuovo in finale. Nelle ultime tre stagioni (2014-2015, 2015-2016 e 2016-2017) la Juventus ha affrontato in ordine la Lazio, il Milan e nuovamente la Lazio.

Se Allegri dovesse riuscire a superare Gasperini nel doppio confronto (31/01-28/02) affronterebbe una delle due squadre già affrontate nelle tre edizioni precedenti, il che dà perfettamente l’idea della malinconica banalità della competizione in esame. È vero che vincere fa sempre bene e dà comunque morale: un trofeo, per quanto poco sentito, ha sempre un certo valore. D’altra parte, però, vincere in questo modo dà quasi l’idea di un successo mutilato. Insomma, che l’Atalanta possa scuotere un po’ la staticità dell’attuale competizione, portando nel doppio confronto con i bianconeri quella voglia di fare bella figura che le ha instillato il proprio tecnico. Alla fine, prescindendo da come andrà, in questo modo potremo dire di esserci divertiti.

 

Vincenzo Marotta

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