Buongiorno SpazioJ, oggi inizia qualcosa di nuovo. E oggi continua il nostro amore per voi

Buongiorno SpazioJ, oggi inizia qualcosa di nuovo. E oggi continua il nostro amore per voi


Cambiare ha un sacco di sfumature, ma nessuno le coglie davvero tutte. E spesso lo spettro di colori è lo spettro anche di noi stessi: noi che siamo abituati che il ‘resto’, nella nostra vita, vada a posarsi sulla punta delle spalle. Probabilmente inconsapevoli e quindi inconsapevolmente portati a tollerare un peso sempre più grande. Più grande di noi.
Cambiare ha un sacco di sfumature, ma tu non puoi farci nulla: non puoi prevederle, non puoi sventrarle, non puoi neanche conviverci. Puoi solo affrontarle, quasi viso a viso. Senza troppo avvicinarsi, chiaro: che poi subentra la solita paura di scoprire cose che non vuoi.

Ecco, magari così. Magari iniziando qualcosa di nuovo, facendo qualcosa di vecchio, però mettendo – in ogni caso – il naso fuori dalla finestra.
O semplicemente, qui dentro, dando il ‘buongiorno‘ a chi inconsciamente fa rifornimento alla tua fiducia, ai tuoi sogni.

Qualcuno spero finirà per perdonarmi, qualcuno lo farà senz’altro: ma l’inizio di una nuova rubrica va celebrata senza pensare un attimo ai click, alle news sterili, all’ultim’ora che resta ancora oggi la mia scarica d’adrenalina preferita. A Insigne che non gioca, o alla capocciata infame di un malavitoso di Ostia a chi stava soltanto facendo il suo lavoro. E bene.

Il mondo là fuori si ferma un istante. Si fermano i bambini in attesa di entrare nell’ennesima giornata di cui non avranno memoria, si fermano gli adulti troppo presi a vivere vite già vissute, ci fermiamo noi che di questi giorni senza né bianco né nero vorremmo francamente la fine. O una rapidissima successione, come un batter d’ali o un sonno profondo. Lo vogliamo senza avere potere alcuno, ovviamente. Come su ogni altra cosa, giorno, azione, sensazione.

Abbiamo però il potere di darvi il buongiorno, di farvi riflettere, sorridere, amare e anche un po’ distrarre. Che poi vi vedo tutti: in metro sfiancati dalla routine e dalla rincorsa ad orari prestabiliti (ma prestabiliti da chi?), appena svegli col caffè di fianco e una mattinata di cazzeggio (e beati voi), già al lavoro o a scuola da un’oretta e già impazienti del giorno che avanza.

Ecco, buongiorno. Solo questo. Da domani parliamo di tutt’altro, ma oggi è solo ‘buongiorno’. A voi e a chi crede in questo progetto. Alle centinaia di ragazzi passati, a chi oggi si fa contagiare da questo piccolo microcosmo che scala quotidianamente montagne invisibili. Buongiorno a chi resiste agli anni e al freddo che prova a spegnere certe fiamme.
Brucia ancora dentro, senza paura di farlo.
Domani chissà.

Intanto, buongiorno.

Cristiano Corbo