Schick, 5 motivi per cui la Juve avrebbe dovuto dire sì

Schick, 5 motivi per cui la Juve avrebbe dovuto dire sì


5 MOTIVI PER CUI AVREI PRESO SCHICK

  1. L’ETÀ: Patrik è giovanissimo (21 anni), ma ha già dimostrato di avere una particolare confidenza nel calcio dei grandi. Merito di Giampaolo e della Sampdoria, perché in una sola stagione ha fatto passi da gigante: non più timido, ma sicuro in zona gol, elegante palla al piede, preciso negli assist e devastante nei dribbling. Sotto l’occhio attento di Higuain e Dybala sarebbe cresciuto ulteriormente: senza fretta, ma con giudizio.
  2. I COLPI: gol alla Bergkamp, serpentine degne del miglior Okocha (vero, Genoa?) e tiri dalla distanza mozzafiato (vero, Torino e Lazio?). In un calcio sempre più attento e bloccato, chi ha certi colpi è due spanne sopra…
  3. È UNO SPACCA-PARTITE: In un calcio sempre più attento e bloccato, però, un’importanza fondamentale la rivestono quei calciatori che entrano dalla panchina per spostare l’ago della bilancia dalla parte della propria squadra. Durante l’ultimo campionato, a Schick è capitato addirittura 6 volte (degli 11 gol totali): una garanzia.
  4. CONOSCE LA SERIE A: Adattarsi nel campionato italiano non è sempre una passeggiata, neanche per i campioni affermati. Figuriamoci, dunque, per un ragazzo del ’96. Grazie alla sapiente mano di Giampaolo, però, Schick ha preso già le misure: ora se lo godrà la Roma, per sfortuna.
  5. UN PO’ IBRA, UN PO’ POGBA: Gran fisico e grandi piedi. Del recente passato della Serie A, Ibrahimovic e Pogba sono quelli che più rispecchiano queste caratteristiche. È tutt’altro che scontato, infatti, avere dei piedi educati dovendo trasportare una mole non indifferente di corpo: Schick, per questo motivo, è un giocatore assolutamente completo.