ReLIVE Allegri: "Serve equilibrio, non esiste altro Bonucci. Bentancur? Il futuro"; Buffon: "Vivo tutto con felicità e voglia. Szczesny scelta giusta"

ReLIVE Allegri: “Serve equilibrio, non esiste altro Bonucci. Bentancur? Il futuro”; Buffon: “Vivo tutto con felicità e voglia. Szczesny scelta giusta”


Tutto pronto dalla sala stampa dello Stadio Olimpico. Dopo la conferenza di Simone Inzaghi e del capitano biancoceleste Lulic, è arrivato il turno di Gianluigi Buffon e Massimiliano Allegri.

Di seguito, ecco le loro dichiarazioni.

PARLA BUFFON

SU DYBALA – Dal punto di vista della personalità e del carisma, penso che in questa squadra nessuno più di lui potesse ricevere questa gratificazione da parte della società, c’è da segnalare che è partito dalla società. Credo che sia un segnale molto bello, responsabilizzante. Penso che realmente un talento come lui, un giocatore con quel tipo di carattere, voglia di migliorarsi e vincere, possa rappresentare degnamente questo numero. L’unico che lo meritava e che poteva prenderne l’eredità

ULTIMA SUPERCOPPA – Sto pensando che domani ci sarà un’altra sfida, un’altra Supercoppa. Motivo di grande soddisfazione, allegria. In linea di massima ho vissuto quasi sempre cercando di estrapolare le cose positive da quelle negative. Ho l’euforia, una strana euforia, anche felicità. Che probabilmente è figlia di quel pizzico di follia che mi ha sempre contraddistinto, che mi ha portato fino ad oggi. Domani ci sarà una partita importante e vogliamo e voglio disputarla e assaporarla l’emozione.

MINISTRO DELLA DIFESA – Senza Bonucci? la vedo come tutti gli anni, forte e sarà un punto di forza come gli altri anni. Abbiamo giocatori che non hanno fatto sentire l’assenza del giocatore.

DOPO BUFFON – La Juve ha preso quello che è stato il miglior portiere dell’anno scorso, un portiere che ha già un’esperienza internazionale di club molto importante. Non ha fatto nessun tipo di errore la società, conoscendo il ragazzo in questo mese posso confermare il giudizio sul portiere. Sarà un ragazzo che s’inserirà benissimo, perché si è già inserito nel mondo Juve. Questo è molto importante.

RIPARTIRE – Sicuramente ci sono tutti gli elementi per fare una grande gara, che è quello che richiede l’evento. Al di là dell’avversario che magari con noi ha sempre fatto fatica, resta una squadra sempre rispettata e temuta. Mi auguro che questa striscia positiva, che questa bacheca già ricca di trofei possa venire rimpinguata ancora da un’altra Supercoppa, sarebbe cominciare col piede giusto. Una stagione in cui ci sono stati cambiamenti: di buon auspicio iniziare nel migliore nei modi.

INSIDIE – Non si può vincere in eterno, così come non si può perdere in eterno. Non c’è mai fine al peggio né al meglio. Resta comunque qualcosa di straordinario: nessuno l’aveva mai fatto, stiamo parlando di numeri giganteschi. Abbiamo coscienza e consapevolezza che gli avversari si sono rinforzati. Ma sappiamo comunque che noi siamo sempre noi. Se lo dimostreremo in campo sono convinto che saremo sempre là

I PIU’ FORTI – Dire ad agosto che si è la migliore squadra è un po’ come ululare alla luna. Può aiutare, ma non dici niente. Tra una settimana iniziano le prove vere ed è lì che dovrai dimostrarlo. Il modo migliore nel quale abbiamo risposto. La Juve è sempre una squadra molto forte, quanto forte poi starà a noi. Starà alla nostra voglia di stupire, alla determinazione e alla ferocia con la quale vogliamo confermare di essere i più forti.

PARLA ALLEGRI

SEMPRE LA JUVE – Parte una nuova stagione, siamo tutti alla pari. Dopo Cardiff, dove non c’è stata delusione ma rabbia. Questa rabbia va usata per affrontare questa stagione, bisogna essere consapevoli della nostra forza, già tanti anni fa ci sono stati dei cambiamenti: bisogna evitare quel ch’è accaduto due anni fa. Come? Restando sereni, con equilibrio e volendo centrare gli obiettivi. Quali? Arrivare a marzo lottando per il campionato, la Champions e la Coppa Italia.

TATTICAMENTE – Una gara complicata, la Lazio ha fatto un ottimo precampionato, subendo pochi gol. Una squadra ben organizzata con giocatori di qualità. Bisogna avere qualità e rispetto, come per tutti.

CAMBIARE – I giocatori che sono arrivati sono giovani, la società sta lavorando per il futuro con un ottimo lavoro, dando continuità. Quando arrivano giocatori giovani devono fare un percorso più o meno uguale: hanno bisogno di capire dove sono arrivati, che mondo è la Juve. Che ogni palla alla Juventus è una palla importante. Si capisce facendo un percorso con la squadra, guardando i senatori. I giovani seguendo questi esempi potranno sicuramente integrare e capire subito dove sono arrivati.

FORMAZIONE – Gigi gioca, ho tre o quattro dubbi. Con Buffon, Dybala e Higuain sicuri. Mandzukic anche.

DIMISSIONI – Io non sono stato il valore aggiunto, sono stato un allenatore che con questi giocatori cerco di fare meno danni possibili e loro vincono le partite. Se hai giocatori bravi e forti, vinci. Se li hai più scarsi, è difficile vincere le partite. Dopo Cardiff? Ho fatto una riflessione per capire se avevo ancora voglia di andare avanti. Mi sono reso conto che dopo Cardiff si poteva riaprire una stagione.

POST BONUCCI – Ha dato tanto alla Juve e la Juve gli ha dato tanto. Non dobbiamo pensare che serve un giocatore come Bonucci. Impossibile. Come chiedere a Lichtsteiner e De Sciglio di fare le stesse cose di Dani Alves. I giocatori sono tutti diversi.

BENTANCUR – Mi posso pronunciare: è un giocatore bravo, serio professionalmente, intelligente. Di sicuro avvenire per la Juventus. Secondo me sarà molto importante. Nei due di metà campo e nei tre di metà campo. All’inizio eravamo a pezzi e bocconi, è un bravissimo giocatore però.

MODULO – Mi viene da sorridere. Siamo partiti a 3 il primo anno, poi abbiamo cambiato perché ogni tanto bisogna cambiare. L’anno dopo siamo andati al contrario per caratteristiche dei giocatori, poi siam ripartiti come sempre e abbiamo nuovamente cambiato. Spesso siamo partiti con un sistema e poi cambieremo magari. Ogni anno è diverso: dipenderà dai giocatori, all’inizio servirà un poco di tempo per trovare gli equilibri da raggiungere.

ESTATE – Si parla tanto, perché non ci sono le partite. Si tirano cose che magari non son vere. Non mi hanno motivato: la Juve ha vinto tanto, ha fatto numeri impressionanti. Per le due finali perse c’è amarezza, bisogna però essere anche contenti di quanto fatto. Andare in finale di Champions non capita sempre: bisogna essere contenti. Poi è andata com’è andata.

CRITICHE – Sono precoci, il calcio estivo è diverso da quello vero. Sabato a Londra speravo di non fare gol: era la partita giusta per prendere una bella legnata per prepararsi al meglio per domani. Che è una partita seria, dove servirà la Juventus. Servirà tecnica, volontà. Le gambe non saranno quelle di ottobre, a novembre daremo di più. Ma abbiamo fatto una nuova preparazione, c’è armonia nel gruppo. Sono arrivati giocatori nuovi. Difficile la prima sempre, come sarà sempre dopo le soste. C’è un punto interrogativo: bisognerà essere molto bravi, come lo sarà in gran parte delle partite che disputeremo.

SUPERCOPPA – Due volte a Natale persa, due volte ai rigori poi. Chi gioca la Supercoppa ha degli svantaggi, bisogna usare la testa per affrontarla.

DA MIGLIORARE – Tante cose, c’è da trovare una migliore condizione, il gioco di squadra, a livello tecnico. C’è grande disponibilità e sono contento. Bisogna arrivare fino in fondo e mettersi al servizio della squadra. Cercare di fare di tutto. Tanti giocatori vogliono giocare il mondiale, bisogna fare una stagione al meglio.

RESTARE AL TOP – La Juventus ha fatto passi da gigante in Europa: due finali ed un ottavo importante. Bisogna sempre entrare tra le prime otto. La Champions non è quella di 30 anni fa. Ora arrivano in finale squadre che fanno pochi punti nel girone. Ci sono 5 inglesi, i gironi possono essere complicati. Abbiamo consapevolezza di quanto fatto, ma bisogna avere equilibrio. Quel ch’è fatto resta nella storia, ora si riparte tutti da zero punti. Il valore della squadra è ben delineato, ci saranno momenti di difficoltà che vanno affrontati con lucidità ed equilibrio.

Dai nostri inviati a Roma, Cristiano Corbo e Michele Ranieri