La nuova vita di Simone Pepe: da calciatore a procuratore... con la Juventus nel cuore

La nuova vita di Simone Pepe: da calciatore a procuratore, sempre con la Juve nel cuore


Simone Pepe, ex colonna in campo nonché apprezzatissimo uomo spogliatoio della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport in cui racconta della sua nuova vita nel mondo del calcio: farà, infatti, il procuratore sportivo. Ecco raccontati i motivi della sua scelta… con molti riferimenti alla sua Juve.

“IL MIO NUOVO MESTIERE? MI INTRIGAVA DA TEMPO”

“Il mio nuovo mestiere mi intrigava già quando ero in campo: mi sono confrontato tante volte in passato con professionisti come Branchini, Tinti e Paratici. E così, dopo la breve esperienza come club manager del Pescara, ho deciso di buttarmi in questa avventura.

“COSTA E BERNA: CHE BOTTI!”

Sento dire che i bianconeri ancora non hanno fatto un “botto”, ma non sono assolutamente d’accordo: se non sono grandi colpi Douglas Costa e Bernardeschi… Non scherziamo! Per Douglas Costa ho un debole da diversi anni e diciamo che il ruolo lo conosco abbastanza bene… Dribbla come un omino della playstation e con la palla viaggia a una velocità supersonica. Fidatevi di me: è uno dei migliori esterni al mondo.

“SOGNO? IL NUOVO PIRLO…”

Nella mia nuova veste vorrei scoprire l’erede di Pirlo. Ma sarà dura perché di Andrea ne nasce uno ogni 50 anni. Più che un nuovo Raiola o un nuovo Mendes, spero di essere sempre Pepe. Sto studiando molto e l’entusiasmo, come sempre, non mi manca.

IL GRUPPO STORICO JUVE

L’in bocca al lupo più bello che ho ricevuto per la nuova carriera è stato nella chat su WhatsApp che abbiamo con il gruppo storico della Juve: mi hanno preso in giro un po’ tutti, c’è chi adesso mi chiama agente. Sapete che con le battute mi difendo bene e così ho scritto: “Non vi posso prendere tutti, solo i più forti…”.

LA DECISIONE DI BONUCCI

Fa effetto vederlo in rossonero. Leo è un grandissimo giocatore e per noi è stato molto importante. Però la forza della Juventus è sempre stata questa: allenatori e giocatori cambiano, ma la società e la mentalità vincente restano. È successo con Zidane, Pogba, Vidal… A Torino sono abituati a cambiare.

SULL’IDEA STROOTMAN

La dirigenza della Juventus la conosco bene perché ho giocato lì diversi anni: Marotta e Paratici sono bravissimi e sanno perfettamente quando, come e su chi puntare. Lo hanno dimostrato anche in questo mercato.

A CHI LO SCUDETTO?

La Juventus resta la più forte e parte favorita, anche se conquistare il settimo tricolore consecutivo sarebbe qualcosa di incredibile. Mi aspetto un torneo bello e combattuto, visto che tutte le rivali si sono rinforzate.”.