Moratti: "Elkann mi ringraziò per aver acquistato Ibra e Vieira. Dybala lo avrei preso a tutti i costi"

Moratti: “Elkann mi ringraziò per aver acquistato Ibra e Vieira. Dybala lo avrei preso a tutti i costi”


L’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, ha rilasciato una lunga intervista a Il Giorno. Ecco le sue considerazioni, con un occhio alla Juve.

“ELKANN MI RINGRAZIO’ PER IBRA E VIEIRA…”

“Se mi aspettavo di arrivare con questa classifica a Juve-Inter? Non pensavo facessimo in tempo ad essere così vicini. Immaginavo che la squadra risalisse, perché Pioli è bravo come lo è anche Steven Zhang. Ma non credevo di recuperare punti e posizioni con questa velocità. Se mi viene in mente un’altra sfida oltre quella del ’98? Sì, del periodo con mio padre alla presidenza, lo vivevo con una grande passione perché era una nuova avventura. Mi è più facile ricordare un match vinto a Torino con una doppietta di Bettini, preso dall’Udinese. Un successo in casa della Juve, che era sempre forte, anche se noi andavamo bene. Se ho provato a strappare alla Juve anche Buffon? No, anche se con Gigi ho sempre avuto un rapporto molto simpatico quando ci siamo incontrati. Però preciso che Ibra e Vieira non sono stati portati via anche se poi qualcuno parlò di scippo, e questo non mi fece piacere. Furono trattati e fui ringraziato da John Elkann per averli acquistati, mettendo in condizione la Juve di fare cassa in un momento difficile”.

“ALLA JUVE TOGLIEREI DYBALA”

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“Oggi chi soffierei alla Juve? Dybala. Avrei tentato di prenderlo a tutti i costi, quando l’Inter lo ha trattato io stavo andando via. Ma ne toglierei più di uno ai bianconeri, Higuain è fantastico. Juve-Inter è meno avvelenata rispetto agli anni di Calciopoli? Direi di sì. Anche se poi le famiglie Agnelli e Moratti provavano a ricucire, in quei tempi calcisticamente era avvelenatissima. Cosa è cambiato dopo Calciopoli? E’ diversa la guida del calcio. Allora andava evidentemente in una certa direzione, c’era un controllo da parte di un gruppo e da chi aveva responsabilità ufficiali in questo mondo. C’era tutta una serie di ramificazioni. Dopo pian piano si è normalizzato tutto. Al di là del giudizio sulle persone, io penso che Tavecchio abbia fatto benissimo. Ha affrontato tutto cercando di portare qualcosa di nuovo, con le sue idee. (…) Se dovesse arrivare un successo allo Juventus Stadium si potrebbe pensare anche allo scudetto? Be’, quando sei lì… Credo che già pensare oggi al secondo o terzo posto sia un anticipo sui tempi, con quel che è successo a inizio stagione, anche se non abbiamo vinto per colpi di fortuna.

Non porrei un obiettivo così alto solo perché può sfasare questa marcia della squadra, arrivata in maniera molto umile. Il pareggio potrebbe essere un buon risultato, dovessimo vincere saremmo obbligati a pensare anche al primo posto…. Vedrà la partita da casa? Be’ una volta seguivo la squadra in trasferta a Torino. Ho smesso nel 1998…“.

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