La metamorfosi di Asamoah, da infortunato perenne ad arma in più

La metamorfosi di Asamoah, da infortunato perenne ad arma in più


La metamorfosi di Kwadwo Asamoah è sotto gli occhi di tutti, sembra essere un giocatore nuovo e finalmente in una condizione buona. Dopo i vari mesi di calvario passati dal giocatore ghanese sembra essere arrivato per lui il momento della rivincita.

LA CARRIERA

Asamoah approda alla Juventus nel 2012 e da lì la sua posizione in campo cambia, infatti, grazie all’intuizione di Conte, il ghanese passa da mediano a esterno di sinistra, ed infine addirittura terzino. Appena approdato alla Juventus molti lo ritenevano inadatto, ma con il lavoro e il sacrificio si è guadagnato un posto importante in squadra. È dotato di grande corsa, fisico e ottima tecnica e, grazie alla sua duttilità, dà la possibilità al mister di cambiare modulo anche in corsa. Allegri infatti disse di lui: “E’ come uno di quei cavalli che stanno fermi a lungo, e appena hanno occasione, ripartono a mille”.

LA METAMORFOSI DI ASAMOAH

In vista del match contro la Lazio di domenica scorsa, mister Allegri si trova a dover fare a meno sia di Alex Sandro, sia di Patrice Evra e allora tocca proprio a lui, Asamoah, ritornare a giocare in quel ruolo tanto ricoperto nell’era Conte. La prestazione che ne consegue è come quella dei bei tempi e Kwadwo sembra aver ritrovato fiducia, tanto da diventare in sostanza un neo acquisto per la Juventus. La sua duttilità e il suo stile di gioco lo rendono un valore in più per la squadra, utilissimo sia in fase offensiva che difensiva.

LA RINUNCIA

Al contrario di Benatia e Lemina partiti per la Coppa d’Africa, Asamoah ha declinato la chiamata della nazionale per concentrarsi sul suo rientro alla Juventus. Il ghanese ha deciso di rimanere a Torino per rientrare in condizione ed essere a piena disposizione di mister Allegri. Quindi la domanda sorge spontanea: è davvero così necessario anticipare l’arrivo di Kolašinac già in questa finestra di mercato? Con questo rendimento e questa metamorfosi evidentemente no.

eva

Andrea Bargione


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