L'agguanta Buffon!

L’agguanta Buffon!


Al termine di una gara vibrante e rocambolesca, soprattutto nel tempo di clausura, la Juventus ha sostanzialmente debellato ogni residua, minima incertezza sulle sorti di un campionato che ne ha decretato, ancora una volta, lo strapotere; giacché, ormai, nessuna mente, per quanto disturbata, può anche solo lontanamente immaginare che i bianconeri non raccolgano un misero punto nelle prossime tre partite.

Il trionfo finale è ampiamente meritato, mentre la vittoria che in pratica lo ha suggellato decisamente meno, perché, va riconosciuto, il punteggio di parità avrebbe rispecchiato più fedelmente quanto accaduto su terreno dell’Artemio Franchi in Firenze.

Ammetterlo non sminuisce di un grammo l’importanza di un successo ottenuto con modalità perfide e financo irridenti, ma stante la serata poco brillante del reparto arretrato bianconero, in cui il solito immenso Gigi Buffon si è confermato all’altezza del proprio infinito talento e quella ancora più opaca del sig. Tagliavento da Terni, che ha sbagliato di tutto e di più su entrambi i versanti, è intellettualmente onesto ascrivere alla benevolenza di Eupalla gran parte del merito per un’affermazione che, oltre a inasprire le frizioni già esistenti tra il club sabaudo e il sodalizio gigliato, porterà tonnellate d’acqua fresca al mulino dei prosseneti di professione, i quali potranno così giovarsi di un nuovo, frenetico giramento di “pale”, per racimolare quel pizzico di consenso popolare d’accatto da spalmare su piaghe già oltremodo purulente.

Quanto alle vicende del campo, i sempiterni Campioni d’Italia sono apparsi insolitamente poco tonici e alquanto svagati, forse anche troppo consapevoli che sarebbe bastato qualche estemporaneo acuto per sottomettere una Viola comunque mai doma e strenuamente protesa, nonostante i propri evidenti limiti tecnici, a regalare una soddisfazione al proprio pubblico.gigi

In punta di fatto, alla luce ( artificiale ) delle intenzioni medicee, di un attendismo francamente esagerato, praticato con un baricentro più arretrato del consueto e della serata sostanzialmente obliqua, le intenzioni juventine denotavano un orientamento maggiormente volto a non perdere anziché indirizzato a vincere.

È però in giornate così così che le grandi squadre, approfittando delle manchevolezze altrui, sanno farsi bastare un paio di guizzi per posare pesantissime pietre miliari, che altri chiamano macigni, sul tragitto che conduce per prime al traguardo.

La facilità quasi beffarda con cui, nei momenti giusti, gli strisciati hanno bucato la fragile difesa fiorentina, la dice lunga al riguardo; pure sulla scelta inopportuna di consegnarsi a una sofferenza inopinata quando, con un atteggiamento più propositivo sin dall’apertura dei giochi, avrebbero potuto presentare il loro salatissimo conto decisamente in anticipo.

Il teorema per il quale ogni goal segnato da Marione Mandžukić implica il rastrellamento del bottino pieno non è stato inficiato e la continuità del polpo d’oltralpe nello scodellare gustosissimi assist neppure, ma la sorpresa in positivo, tra tanti chiaroscuri, l’ha servita Lemina con una prestazione tecnicamente buona in fase di costruzione, appannatasi nella ripresa a causa di di evidente calo fisico; può senz’altro migliorare, specialmente il senso della posizione, ma i margini per riuscirci ci sono tutti e ha comunque dimostrato di non meritare l’etichetta di rude maniscalco appiccicatagli troppo frettolosamente da certa critica.

Il “sacco” di Firenze affranca gli zebrati da qualsivoglia ansia per i risultati delle squadre minori che con la loro partecipazione hanno contribuito alla confezione di un’altra spettacolare stagione italiana tinta di bianconero.

Lo champagne è in ghiaccio. Stapparlo nel tardo pomeriggio odierno piuttosto che domenica all’ora di pranzo, allo stato dell’arte è assolutamente indifferente perché, piaccia o non piaccia, la morale emersa dalle acque dell’Arno ribadisce sempre lo stesso assunto: “Il calcio è un gioco molto semplice in cui ventidue uomini rincorrono un pallone per novanta minuti, e alla fine la Juventus vince”.

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