La storia di Gianluca Lapadula, il Figliol Prodigo pronto a tornare a casa

La storia di Gianluca Lapadula, il Figliol Prodigo pronto a tornare a casa


Il Figliol Prodigo è pronto a far ritorno a casa. Forse solo per una manciata di ore, giusto il tempo di respirare l’aria di casa del Borgo Filadelfia e ripartire, senza uscire dai radar della casa madre, o forse no. Perché potrebbe anche restare a casa, il Figliol Prodigo. Bisogna ribadirlo: al momento tra la Juventus e il Pescara per il trasferimento di Lapadula non c’è ancora niente di ufficiale, ma le due parti hanno trovato un accordo da un pezzo, e con ogni probabilità il prossimo anno almeno un passaggio a Vinovo ci sarà.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Gianluca Lapadula è un vero e proprio tuttofare del reparto offensivo: può giocare sia da centravanti sia da seconda punta, in Slovenia più volte ha fatto anche l’esterno d’attacco, pur preferendo giocare più vicino alla porta. Mancino naturale, dotato di buone qualità tecniche e un pizzico di follia, ama rientrare sul sinistro per poi tirare.

LA BIOGRAFIA – Cresciuto tra le vie del Borgo Filadelfia, cuore pulsante della passione granata, eppure da sempre con la Juventus nel sangue e nel destino: otto anni trascorsi nel settore giovanile della Signora, per la quale ha fatto anche da raccattapalle ai tempi di Zidane e Del Piero. Nel 2009 viene ingaggiato dal Parma e, dopo una buona stagione tra le fila delle giovanili, inizia il lungo viaggio alla ricerca della consacrazione definitiva: dopo un anno trascorso tra Atletico Roma, con la quale fa il suo debutto in Coppa Italia, e Ravenna, arriva la prima affermazione del suo talento tra le fila del San Marino, con il quale finisce secondo nella classifica cannonieri del gruppo B della Lega Pro Seconda Divisione nella stagione 2011-12, con 25 gol in 34 partite. L’anno successivo, però, è avaro di soddisfazioni per Gianluca, che prima non riesce a ritagliarsi uno spazio con regolarità a Cesena, poi a Frosinone l’esperienza è tutt’altro che indimenticabile, perché anche in Ciociaria, così come in Romagna, non riesce a timbrare il cartellino dei marcatori. Deve essere dura, per chi vive di gol, stare in astinenza per un anno. Per Lapadula, adesso, è arrivato il momento di ricominciare da zero: dopo aver rinnovato per cinque anni con il Parma, che non smette di credere in lui, si trasferisce a Gorica insieme a un nutrito gruppo di calciatori di proprietà dei ducali, e con la maglia dell’ND Gorica segna 13 gol in 31 partite, realizzando anche una manciata di assist. Ci siamo, è il momento di riprovare ad affermarsi in patria. E questa, per il protagonista della nostra storia, è finalmente la volta buona: 24 gol in 41 partite complessive in una stagione con il Teramo, conclusasi con un romanticissimo “mi vuoi sposare?” rivolto alla fidanzata durante i festeggiamenti per la promozione, poi la conferma a Pescara, dove al momento è a quota 16 reti e 8 assist in 28 gare. Gianluca, il bomber giramondo, ha finalmente trovato la sua consacrazione.

MENTALITÀ GIUSTA – 8 anni tra le fila della Juventus ti lasciano il segno, è inevitabile, e nel caso di Gianluca si è visto tutto al termine della gara tra Pescara e Vicenza, terminata con il risultato di 1-1. Marcatore, ovviamente, Lapadula. Con un gol da cineteca, è obbligatorio specificarlo. Al termine della gara, però, ha risposto così a chi gli ha chiesto un parere sulla rete appena messa a segno: “Non mi va di commentare il sedicesimo gol, sono arrabbiato per i due gol sbagliati”. Insomma, bisognerà vedere come reggerà il salto in massima serie, ma la mentalità è senza alcun dubbio quella giusta. E, intanto, il Perù da diversi mesi continua a fargli una corte spietata, sperando di riuscire a convincerlo a sfruttare il passaporto di cui è in possesso grazie alle origini della madre.

PEDINA DI SCAMBIO? FORSE NO – C’è chi dice che a Vinovo il prossimo anno sarà solo di passaggio, ma potrebbe non essere così. Al momento una sua permanenza a Torino è difficile, visto che il reparto offensivo bianconero è formato da calciatori di livello assoluto. I fattori da valutare, però, sono tanti, a partire dall’incognita su come reggerà il salto di qualità, ma ci sono due motivi che fanno sperare in una sua permanenza in bianconero: il primo è che ci si trova dinanzi ad un vero e proprio jolly del reparto offensivo, il secondo, da non sottovalutare viste le restrizioni che saranno applicate alle rose a partire dal prossimo anno, è un prodotto del settore giovanile bianconero. E, se decidi di investirci una cifra vicina ai 6 milioni di euro, vuol dire che almeno un po’ ci credi.

Corrado Parlati (@Corrado_Parlati)

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