"Sono un calciatore normale", la disarmante umiltà di Morata

“Sono un calciatore normale”, la disarmante umiltà di Morata


A proposito di periodi difficili:”Li passano i campioni, figuriamoci io che sono un calciatore normale“. Tramite questa dichiarazione ai microfoni Rai, nel post partita di Juventus-Inter, ci sarebbe quasi da aggiungere un’altra marcatura al tabellino dei marcatori. Tripletta, insomma. Spesso i gol più importanti, per gli attaccanti, vanno rintracciati nel modo di ragionare. Di usare il cervello. E per un ragazzo spagnolo, cresciuto in compagnia di tanti assi del mestiere, soprattutto nella sua spaventosa maturità. C’è chi a vent’anni deve portare sulle spalle le responsabilità di una big europea italiana (“la” big, perlomeno ultimamente e senza nulla togliere a qualche tifoso rossonero nostalgico), addossandosi critiche e malignità; ma tranquilli, Alvaro Morata possiede la forza necessaria per sopportare i soliti detrattori.

Tralasciando un attimo i segnali di miglioramento mostrati in campo – e giustificati dalla bella doppietta che vale metà finale della Coppa Italia -, sarebbe giusto soffermare l’attenzione sulla condizione mentale del centravanti. Non certo idilliaca, diciamocelo. E ciò per sua stessa ammissione, sempre esposta in diretta tv:”Ho trascorso momenti complicati per problemi lontani dal calcio, sebbene abbia cercato di lasciarli fuori. Devo ringraziare i miei compagni, che ogni giorni sono vicini, aiutandomi tanto“. Certo, lungi da noi cercare di comprendere cosa gli stia accadendo al di là del rettangolo verde. Questo ragazzo, così timido e riservato, merita rispetto. Bisogna altresì effettuare una considerazione: “persinochi indossa la maglia dei campioni d’Italia è un essero umano.

Serve adesso maggiore impegno da parte del numero 9 e, fattore ancor più importante, fiducia dell’ambiente; dei tifosi e di chi gli sta accanto. Affinché le due segnature di ieri sera non finiscano subito nel dimenticatoio, ma trovino continuità nei match di campionato e Champions League. Del resto, si sa, di competizione in quel reparto avanzato ne risulta abbastanza. Dybala appare ormai inamovibile, Mandzukic gonfia la rete spesso al momento adatto e Zaza sembra quasi Re Mida. Ogni pallone diviene oro colato che, poi, prende la forma dei tre punti. Tutti, ma proprio tutti, devono sostenere Morata, farvorendo il processo di risoluzione delle proprie preoccupazioni extra-calcistiche. Consapevoli che, buttati via i pensieri, vengano “alzati i bicchieri”. Brindando all’ennesima vittoria.

Paolo Panico

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