Finalmente si comincia, questa volta sul serio

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Ora gli alibi sono finiti, le scuse non sono più valide. Contro il Chievo la Juventus è chiamata ad iniziare davvero la sua stagione, portando a casa i primi tre punti dopo i due passi falsi contro Udinese e Roma. Intorno alla squadra ed al sua allenatore Massimiliano Allegri c’è un clima di grande serenità, perché da parte di tutti c’è la consapevolezza di avere i mezzi per fare molto bene anche in questa stagione; un nuovo errore, però, rimetterebbe certamente in dubbio molte cose. Sì, perché contro il Chievo allo Stadium Allegri avrà tutte le armi a disposizione e non può quindi più permettersi di sbagliare.

Se infatti le prime due sconfitte di quest’anno erano in qualche modo giustificabili perché il tecnico bianconero aveva a disposizione una rosa che, di fatto, era ampiamente incompleta (a causa di infortuni e mercato), questa volta invece non potrà beneficiare di questa scusante. Dovranno restare fuori dalla partita solo lo squalificato Evra e gli infortunati Asamoah e Khedira, ma per il resto Allegri avrà tutto quello che desidera: Marchisio e Morata sono tornati a disposizione, mentre il mercato ha portato Alex Sandro, Cuadrado (già a Torino da tempo ma solo ora pronti), Lemina e il tanto atteso trequartista Hernanes.

Proprio la presenza di Hernanes permetterà ad Allegri di proporre anche il suo modulo preferito, il 4-3-1-2, che era rimasto orfano di Vidal e quindi non poteva più essere utilizzato. Con il brasiliano Allegri ha trovato il giocatore che desiderava da tempo sia dal punto di vista tattico che da quello tecnico. Stesso discorso si può fare con l’esterno Alex Sandro, così come con Lemina, che farà la riserva di Marchisio e con ogni probabilità esordirà a partita in corso contro il Chievo. Marchisio che, insieme a Morata, era stato uno dei grandi assenti dell’inizio del campionato e la sua assenza, come quella dello spagnolo, era pesata tantissimo. Insomma, Max Allegri ha avuto dall’infermeria e dal mercato tutti i tasselli che gli mancavano due settimane fa: ora non ci sono più alibi, la vittoria diventa un obbligo.

Alessandro Bazzanella