Paulo Dybala si confessa: "Senza il pallone mi sento perso, con Sarri mi diverto"

Paulo Dybala si confessa: “Senza il pallone mi sento perso, con Sarri mi diverto”

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Paulo Dybala ha rilasciato un’interessante intervista per “EL PAIS”, nel corso della quale ha affrontato svariati argomenti: dal suo modo di intendere il calcio al suo rapporto con Maurizio Sarri, passando per l’arrivo in bianconero di Cristiano Ronaldo.

SUL SUO MODO DI ESSERE E DI LAVORARE

“È difficile scindere la persona dal calciatore. Sono un ragazzo tranquillo e sono anche un atleta calmo, ma sul campo voglio la palla. Senza il pallone mi perdo, devo toccarlo, ho bisogno di azione. Penso che sia una necessità”.

SU MESSI E CRISTIANO RONALDO

“Fuori dal campo sono due persone molto tranquille, dentro sono due mostri. Ho sentito che Luis Scola (giocatore di basket argentino) ha affermato che sia Messi che Cristiano Ronaldo entrano in campo convinti di essere i migliori ed è per questo che sono i migliori. Sono sicuro che sia così”.

SULLA SUA UMILTA’

“Una cosa è l’umiltà nella vita di tutti i giorni, nel parlare con le persone intorno a te, e un’altra è nella competizione. Non penso di essere il migliore di tutti, ma mi fido di me stesso e di ciò che posso dare alla mia squadra”.

SULL’ARRIVO DI CR7 ALLA JUVE

“I miei amici mi dicevano: “Hai il migliore in nazionale e ora ti portano il migliore alla Juve”. Ho risposto: “È un vantaggio per me. Posso studiarli ogni giorno. Chi non vuole allenarsi con i migliori? Stiamo parlando di due fenomeni, due giocatori che sono uno o due gradini sopra il tutti gli altri, anche a livello mentale”.

SUL SUO RAPPORTO CON CR7 E MESSI

“Ho un buon rapporto con Cristiano. Parliamo molto, a volte parliamo a lungo, sia della nazionale che della Juve, ma anche di cose che non hanno nulla a che fare con il calcio. Il rapporto con Messi è cresciuto molto: nel corso del tempo abbiamo costruito una relazione fantastica e molto comunicativa”.

COSA MANCA PER IL SALTO DI QUALITA’ IN NAZIONALE

Devo dare di più, quello che ho fatto finora non è bastato. Non potevo avere lo spazio che avevo nel mio club. Nella posizione in cui gioco in Nazionale ci sono molti grandi giocatori. Ora, per essere convocato, devi fare molto bene nella tua squadra di club”.

SULLA SUA ASSENZA NEI CANDIDATI AL PALLONE D’ORO

“Da essere menzionato come candidato a vincerlo c’è una grande distanza. Devi lavorare e combattere. Gareggi con i migliori al mondo e persino con i tuoi compagni di squadra, alcuni segnano 50 goal all’anno e poi non lo vincono. Ho in mente un obiettivo chiaro: prima devo fare qualcosa di importante con la Juve“.

SU MAURIZIO SARRI

“Ha un modo completamente diverso di intendere il gioco. Per me, e forse anche per il resto degli attaccanti, è più divertente. Abbiamo più il possesso della palle e creiamo più occasioni. Ti consente di rischiare e fare qualcosa di diverso, perché sai che avrai un’altra opportunità. E questo ti dà molto: impari, giochi veloce e attacchi per tutta la partita. Ci sono partite in cui generiamo 20 occasioni, immagina cosa può voler dire per un attaccante”.

SULL’ATLETICO MADRID

“Quando è in casa gioca in un modo molto diverso rispetto a quando è in trasferta. L’anno scorso, quando siamo andati al Wanda Metropolitano, ha giocato molto bene. È stata una squadra aggressiva, che ha lottato su ogni pallone e ha sempre attacco. Al ritorno qui ci aspettavamo una squadra simile, ma non lo è stata”.

Simone Nasso

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