Buffon: "Juve-PSG in finale? Spero non accada mai. Alla Juve mi sono sempre sentito amato da tutti"

Buffon: “Juve-PSG in finale? Spero non accada mai. Alla Juve mi sono sempre sentito amato da tutti”


Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Gianluigi Buffon, ex numero 1 della Juventus, ora in forze al PSG, ha detto la sua circa un’eventuale finale di Champions League fra Juventus e Paris Saint Germain. Buffon ha affermato: “Stiamo per scatenare il più grande assalto alla Champions che è il solo trofeo che mi manca. Resta un altro anno. PSG-Juve? Mai in finale. Non voglio che la mia eventuale gioia sia condizionata dalle lacrime dei miei ex compagni e dei miei ex tifosi. Ne abbiamo già piante troppe insieme.”
L’estremo difensore degli attuali campioni di Ligue 1 ha poi risposto alla domanda “Più assurdo un Buffon senza Juve o una Juve senza Buffon?”. “Più assurdo un Buffon senza la Juve, perché la storia della Juve è molto più grande di me. Può vincere anche senza Buffon” è stata la pronta risposta del portiere.
L’ex campione del mondo ha poi concluso con una sottile sviolinata nei confronti del club che lo ha fatto diventare grande: “Nessun rimpianto e nessuna delusione. Io e la Juve abbiamo programmato insieme, da molto lontano, un percorso d’addio che ha chiuso il cerchio in modo perfetto. Andava chiuso lì. Con la piena soddisfazione di tutti. Non aveva senso ritardare la decisione di un anno. La forza della Juve è la serietà della programmazione. Io alla Juve mi sono sempre sentito amato: dal presidente, da John, dai compagni, dai tifosi. E so che devo andare nei posti dove c’è bisogno di me. Alla Juve non c’era più bisogno, ormai volava da sola. Di sicuro con me non c’è stato nulla di ruvido. Questa settimana ero in Italia, ho telefonato ad Andrea e mi ha dato il permesso di allenarmi tre giorni alla Continassa. L’addio di Marotta invece è parso ruvido. Mi ha sorpreso più che altro la tempistica. Quanto di buono ha fatto Marotta è sotto gli occhi di tutti, ma la Juve è così: programma, svecchia e rinnova per vincere ancora.”

Alessandro Zanzico