Provocazione: si può davvero rinunciare a Dybala?

Provocazione: si può davvero rinunciare a Dybala?


Panchina: è questo il verdetto (quasi) definitivo per quanto riguarda Paulo Dybala. Che, almeno inizialmente, guarderà Juventus-Lazio da bordocampo. In questo magico avvio di stagione, la Joya bianconera ha giocato tutte le partite da titolare (segnando sempre, meno che con Fiorentina ed Atalanta), rimanendo a riposo soltanto nei primi 50 minuti della sfida interna contro il Chievo. Risultato? 1-0 e gioco sterile senza Dybala, 3-0 e Juventus sicura di sé e spinta dall’entusiasmo dell’argentino con Dybala in campo. La provocazione nasce spontanea: in questo momento si può davvero rinunciare a Paulino? Scopriamo i pro e i contro…

I PRO

Apparentemente nessuno: si toglie il più forte e, chiunque lo rimpiazzi, non darà ciò che può dare lui. Questo, però, è un ragionamento da bar: Allegri non ha iniziato ieri a fare l’allenatore e conosce meglio di chiunque altro sulla faccia della Terra i propri calciatori.

Senza Dybala non si punta ad un sostituto naturale: fuori lui, dentro un centrocampista. A Bentancur è affidata la manovra, a Khedira e Matuidi gli inserimenti. È vero, contro il Chievo il 4-3-3 non ha pagato. Ma si trattava della prima da titolare del francese e di Douglas Costa (che è cresciuto, anche se non ha ancora impressionato), Higuain non aveva la fiducia che ha oggi e – va detto – le gambe erano ancora un po’ imballate.

In Supercoppa, il 4-2-3-1 fu schernito dai movimenti offensivi della Lazio: Luis Alberto a nozze negli spazi, Immobile bravo ad attaccare la profondità e buchi clamorosi tra difesa e centrocampo bianconeri, prontamente occupati da Milinkovic-Savic. Ma ci torneremo, a breve… (stay tuned)

I CONTRO

Mancherebbe quella fantasia che contraddistingue Dybala. Re Mida abbiamo detto, Re MiDybala abbiamo corretto. Con Dybala si fa gioco, è innegabile: raccordo tra centrocampo e attacco, partenza “alla Messi” (parliamo di posizione in campo) dalla destra per accentrarsi e tirare ma, in generale, una maggiore sicurezza in tutta la squadra. Quando è entrato contro il Chievo, il cambiamento fu avvertito soprattutto a livello psicologico, da una parte e dall’altra: i clivensi impauriti, i bianconeri sollevati.

Eppure, una squadra come la Juventus non dovrebbe, almeno sulla carta, subire così tanto queste decisioni: in campo vanno tutti campioni, comprati e plasmati per vincere a prescindere da qualsiasi avversario e da qualsiasi compagno.

Ma Dybala è Dybala, grande anche per questo: i suoi occhioni e la sua allegria hanno conquistato proprio tutti.