Ripartire, ma non dal passato

Ripartire, ma non dal passato


L’alba di una nuova stagione porta con sé sempre un carico importante di emozioni: contrastanti, a volte, ma quest’è la bellezza di un sentimento irrazionale. È che il calcio non è una scienza esatta: non sempre i freddi numeri servono a dissipare dubbi e paure.

Non più debole, diversa

Quella più grande tra i tifosi della Juventus, molto probabilmente, è che la difesa non torni più quella degli ultimi anni. Una difesa storica, che solo tra qualche anno assumerà la giusta forma ai piedi della storia bianconera. Adesso è tutto troppo fresco: la loro nascita, l’epopea del successo, il ‘dolore’ per l’addio di Bonucci.

Che Bonucci sia un fenomeno è un dato di fatto: lo dicevamo ieri, lo ripetiamo oggi. Non è una maglia diversa che può cambiare un giudizio – questo, sì, razionale. E che la Juventus, senza di lui, perda tanto è ancora di più scontato.

Ma, attenzione, non lo è altrettanto che sia più debole: sarà, semplicemente, diversa. Quanto questa ‘diversità’ si adatti all’abito bianconero, poi, è tutto da vedere e testare in impegni probanti. Quello di oggi, per esempio, può essere un buon inizio per capire.

Via i fantasmi

Ha ragione, se non di più, Allegri quando dice: “Non dobbiamo pensare che serve un giocatore come Bonucci”. Non ne esiste un altro, come non esistevano altri Pirlo o Pogba, perché ogni calciatore è unico: per difetti e, soprattutto, pregi.

Il ‘fantasma’ Bonucci non deve tornare, i tifosi juventini devono fare questo sforzo. È un addio difficile da digerire, anche se qualcuno vorrebbe sostenere il contrario, ma in un certo senso necessario. Per ripartire, però, bisogna fissare bene i piedi nel presente.

Ricordiamolo, tra l’altro: il presente bianconero offre un buon panorama. La Juventus rimane campione d’Italia in carica, ha vinto un’altra Coppa Italia e – per quanto possa far male – è ancora vice-campione d’Europa. Insomma, si tratta della migliore squadra italiana – checché ne dica qualcuno – e tra le migliori del continente.

Non esistono epoche auree (più o meno)

Non c’è motivo di rimpiangere un passato recentissimo, ma non necessariamente migliore. È un’abitudine umana cercare epoche auree, quando tutto andava meglio: abitudine, però, non è sinonimo di giusto. Ecco perché serve puntare lo sguardo in avanti, mettendo nel bagaglio dei ricordi (e degli insegnamenti) pure Cardiff.

Da oggi, da questa Supercoppa, inizia una nuova stagione: senza ‘fantasmi’ tra i pensieri e con tanti campioni in campo. Se qualcuno non se ne fosse accorto, la Juventus ha acquistato uno dei migliori talenti italiani degli ultimi anni, Bernardeschi, e un grandissimo talento come Douglas Costa. Senza dimenticare Bentancur, per il quale Allegri ha speso belle parole, e De Sciglio, che ha l’ultima possibilità di riscattarsi.

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Manca ancora un centrocampista, come dicevamo anche un anno fa: è una colpa della dirigenza, senza girarci troppo intorno. Neanche Bentancur è il profilo che serve: Rodrigo ha classe e geometrie, meno potenza e polmoni. Se arrivasse anche una pedina di questo tipo, però, questa squadra sarebbe (quasi) completa. Per il resto, comunque, parlerà sempre lui: il campo.