Benatia a La Gazzetta dello Sport: "Con i gio­catori arrivati quest’anno vogliamo la Champions"

Benatia a La Gazzetta dello Sport: “Con i gio­catori arrivati quest’anno vogliamo la Champions”


Arrivato nell’ultima sessione di mercato dal Bayern Monaco, Mehdi Benatia si è integrato benissimo nella retroguardia juventina. Domani partirà quasi certamente dal 1′ nella sfida del Meazza contro il Milan. Sul campo in qui più di un mese fa aveva accusato un problema muscolare contro l’Inter.

Il difensore marocchino ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue risposte alle numerose domande poste dalla rosea.

Sulla sua infanzia: “Ero un tipo difficile, non mi piaceva studiare, ero felice quando giocavo a calcio coi miei amici e basta. Per questo ho avuto mille problemi: mi hanno espulso da ogni scuola, non ero concentrato“.

Differenze fra Allegri e Pep: “Si assomigliano molto, anzitut­to perché guidano due squadre importanti. Vogliono fare gioco, essere aggressivi, avere la palla. Caratterialmente sono diversi: Allegri è più vicino ai giocatori; Guardiola non comunica. Una volta mi spiegò il perché: a Bar­cellona era rimasto deluso dal rapporto con alcuni giocatori, così mi disse “io faccio solo il mio, l’allenatore”.

Tre parole per descrivere la Juventus: “Lavorare, vincere, sognare. Sa­rebbe bello il sesto scudetto di fi­la, perché nessuno l’ha fatto e sa­rebbe leggendario; ma con i gio­catori arrivati quest’anno, so­prattutto Higuain, vogliamo la Champions. È un obiettivo, quin­di un sogno”.

La BBC originale, banco di prova importantissimo per ogni difensore:  “Intanto Buffon, esempio per tutti. Poi Barzagli, Bonucci e Chiellini insegnano tanto: quan­do giocano insieme danno soli­dità, fuori e dentro il campo. Se io sarò la loro continuazione? Ho un’età in cui non posso veder giocare gli altri, ma ho rispetto massimo per il tecnico. Quando Allegri mi chiamò, mi disse: “voglio 4 difensori di pari livello perché vogliamo vincere tutto’. Eccomi qui”.

Il corteggiamento estivo del Milan e non solo: “Montella mi ha chiamato un po’ di volte. Grande persona, ho avuto un super feeling e mi spiace non avergli potuto dare il tempo che voleva: aspettava i cinesi per farmi acquistare, ma poi arrivò la Juve e la scelsi pure per le parole di Allegri. Se mi cercò l’Inter? Anche”. 

Pronostico di inizio stagione: “Mi chiesero chi poteva lottare con la Juve: dissi subito Milan, Roma e Inter. I rossoneri hanno giovani di qua­lità, la fame di chi vuole dimo­strare e un allenatore che dà un’impronta di gioco: tutte cose pericolose.

Il suo idolo e i precedenti contro i rossoneri: “Maldini è sem­pre stato il mio modello. Le mie gare contro il Milan? Mai piatte, una volta con l’Udinese facem­mo 4-­4 a San Siro, ma lo battem­mo anche a Udine o con la Ro­ma.

La solita esultanza dopo un gol segnatp: “Se rifarò il gesto della mitragliatrice? Intanto devo segnare, ma poi non capisco: come si pa­ragona un’esultanza di gioia a uno che uccide?.

Pronostico di Milan-Juve: “Zero a due”.