Arriva la sosta, primo bilancio per la Juve: il meglio deve ancora venire

Arriva la sosta, primo bilancio per la Juve: il meglio deve ancora venire


Prima sosta vera e propria. Se la prima pausa per le nazionali è arrivata quando era impossibile fare un punto sulla situazione – causa squadre ancora in pieno rodaggio estivo – ora, dopo sette giornate di campionato, è possibile trarre le prime parziali considerazioni sulla nuova Juventus in HD, sui frutti del suo mercato e fare il punto su cosa ci si potrà aspettare tra due settimane, quando la stagione riprenderà a pieno ritmo.

MERCATO – La Juventus si è presentata al via della stagione 2016-17 come regina del mercato. L’acquisto più caro della sua storia, Higuain, ha quasi messo in ombra gli arrivi di giocatori come Dani Alves, Pjanic, Benatia e Pjaca. Se il primo, visto il palmares e la personalità, ha deciso di togliersi immediatamente dall’ombra del gigante del gol, rivelandosi decisivo per la Juve con un gol fondamentale e con l’apporto della sua esperienza internazionale, il discorso è diverso per gli altri tre. Pjanic, il giocatore chiamato a rimpiazzare l’illustre cessione del centrocampo bianconero, ha convinto solo a tratti. La sua classe non è in discussione, i gol e assist già realizzati lo dimostrano. Eppure l’impressione è che la mancanza di continuità che da sempre gli è stata attribuita non permetta, per il momento, di dimenticare Paul Pogba. Non c’è dubbio, sia chiaro, merita la maglia bianconera e sarà fondamentale ma proprio per le aspettative che si nutrono nei suoi confronti il giudizio è rinviato alla prossima sosta, quando il lesultanza-di-benatia-dopo-il-gol-che-ha-sbloccato-il-risultato-contro-il-south-chinarientro di Marchisio gli permetterà di giocare nel modo a lui più congeniale. Benatia invece ha dimostrato quello che può fare nel campionato italiano: solidità difensiva, personalità e propensione al gol. Per lui solo uno sfortunato stop dovuto all’infortunio maturato contro l’Inter. Sarà fondamentale nel corso della stagione per far rifiatare la BBC, ruolo che in tutta sincerità potrebbe stargli stretto. Infine Pjaca, il giovane talento su cui la Juve ha puntato forte. Allegri sta centellinando le sue presenze, così come toccato in passato sia a Dybala che Morata. Questo non ci impedisce di dire che nonostante i pochi minuti la classe del giovane croato sembra roba assai rara. Non spenderemo un giudizio per Higuain, quello che sta facendo è sotto gli occhi di tutti, a dimostrazione che la dirigenza della Juventus non spende mai soldi a caso, specie quando si tratta di 90 milioni. Corona del mercato appoggiata quindi meritatamente sulla testa della vecchia signora, con un solo rimpianto. Il rimpianto ha le sembianze di Axel Witsel, il centrocampista belga che sembrava ormai pronto a vestire la casacca bianconera. Il mancato arrivo, proprio sullo scadere del mercato, sembrava quasi poco rilevante visti i nomi già approdati alla corte di Allegri, una ciliegina mancata su una torta spaziale. Ebbene, visto quanto detto su Pjanic e visto il gioco non ancora convincente del centrocampo della Juve, forse Witsel sarebbe stato più che uno sfizio. Forse sarebbe servito a dare quel qualcosa in più all’esordio in Champions e contro l’Inter. Niente che comprometta il giudizio sul mercato della Juve però, specie quando il rientro di Marchisio si fa sempre più prossimo. L’entusiasmo per il mercato è, ad oggi, del tutto giustifcato.

GIOCO – Tasto dolente, alleviato efficacemente dai risultati e dal nuovo numero 9. La Juve vince ma non convince: questo è stato il motto che ha accompagnato la squadra di Allegri in questa prima parte di stagione. Se n’è parlato tanto e la conclusione ha sempre portato ad individuare il centrocampo come unico problema. Sicuramente il centrocampo è il fulcro del gioco, ciò che dà forma alle idee dell’allenatore, e senza dubbio quello della Juve, per il momento, non è stato all’altezza di una squadra che vuole vincere su tutti i fronti. Nonostante questo anche per il gioco bianconero il giudizio è rinviato, per almeno due motivi. Il primo è che nove partite totali sono ancora troppo poche per spendere un giudizio su una squadra parzialmente rivoluzionata e non ancora al 100% della condizione atletica. Il secondo, non meno importante, è riconducibile alla rosa a disposizione di Allegri. Una rosa ampia, che offre numerose soluzioni di uomini e di gioco: sarebbe delittuoso non provare a testare le allegridiverse soluzioni a disposizione. Allegri lo ha fatto, variando uomini e soluzioni di gioco. La conseguenza è logica e naturale: alcuni meccanismi e alcune intese non hanno modo di solidificarsi in fretta quando gli interpreti cambiano. Una conseguenza sopportabile se si vuole puntare in alto ed avere alternative e soluzioni per ogni circostanza. Ancora più sopportabile quando nonostante il gioco ci si ritrova in testa al campionato e in controllo del girone di Champions. Ci sarà tempo per brillare anche sul piano del gioco. Nel frattempo questa sosta permetterà ad Allegri di meditare nuove soluzioni.

CONCLUSIONE – Qual è dunque il bilancio che si può trarre ora che il campo lascia spazio alle parole? La Juventus è ancora in fase di miglioramento. Un tessuto di materiale pregiatissimo a cui Allegri deve rendere onore dandogli forma. L’impressione generale è che la Juve possa tranquillamente comandare il campionato pur non Higuain-Dybalagiocando al massimo delle potenzialità: troppo il divario con le rose degli avversari, troppo il divario di mentalità e troppa l’abitudine a vincere. Un’impressione che nasce anche da una certezza già affermata, che Allegri non dovrà più toccare, la coppia Higuain-Dybala. L’ex Napoli ha già conquistato a suon di gol il cuore dei tifosi e la classifica cannonieri, la “joja” invece nel cuore dei tifosi c’è già e, dopo qualche partita passata ad attenderlo, sta tornando più forte che mai. La conclusione è quindi che – in attesa dei rientri, di un aumento dell’affiatamento a centrocampo e di una condizione ottimale – la Juve, Allegri ed i tifosi possano dormire sonni tranquilli: il meglio deve ancora venire. Il vero banco di prova sarà la Champions League e non un campionato dove, con tutto il rispetto per gli avversari, la Juve, al di la dell’esito finale, sembra avere pochi rivali.

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