Come esulta il Pipita

Come esulta il Pipita


Poco più di dodici ore fa si sono chiude le porte di una sessione estiva che per la Juve è stata una delle più attive di sempre, con movimenti eclatanti in entrata e in uscita, sia per il valore tecnico dei giocatori che per le cifre che si sono mosse. Anche gli ultimi minuti, come spesso succede in prossimità del gong, sono stati densi di colpi di scena sia in positivo che in negativo: Cuadrado è stato ufficializzato con tanto di post entusiastici del giocatore che ringraza la Società per averlo riportato a casa, mentre per Witsel una serie di pensamenti e ruipensamenti hanno fatto saltare il tutto ad affare già fatto, pare anche a visite sostenute e con “la penna in mano”, colpa di uno Zenit che che di colpo ha fatto dietrofront. Il colpo Cuadrado, fortemente voluto da Allegri. va a sommarsi ai precedenti Dani Alves, Benatia, Pjanić, Pjaca e ovviamente colui che non può che essere definito il “pezzo da 90”, o se preferite Mister 90 milioni: Gonzalo Higuain

IL PRIMO RUGGITO – due giornate non possono essere mai sufficienti per dare un giudizio definitivo, né in positivo né in negativo, ma qualcosa di molto buono il Pipita lo ha già fatto vedere eccome. Prima giornata in casa contro la Fiorentina, Higuain si siede in panchina per almeno un paio di motivi. Non è in forma, o per stare dietro i maligni lo è anche troppo, appesantito dopo il riposo estivo e ancora non pronto per affrontare una gara intera, men che meno contro un avversario non proprio di bassa classifica. Nei giorni di ritiro si era vista una pancetta un po’ troppo abbondante e Higuain era stato molto criticato. Siamo però sicuri che Allegri non lo avrebbe fatto giocare dal primo minuto nemmeno se fosse stato in forma scintillante, perché certi meccanismi non si possono capire in un mese scarso, e perché certe gerarchie vanno conquistate sul campo, e Mario Mandzukic sgomita da 365 giorni in più del nuovo numero 9. Fatto sta che dal momento del suo ingresso in campo passano 9 minuti 9, come il numero che porta stampato sulla schiena, e tre palloni toccati di numero, per far esplodere il primo boato dello Stadium con un suo gol. Bello, di rapina, difficilissimo anche se facile all’apparenza. E Higuain non si è risparmiato nell’esultanza: Tuttosport ha fatto addirittura un poster con il faccione di Gonzalo a bocca spalancata, come un leone che ruggisce, corre sotto la curva, si fa sommergere dai compagni. Insomma, ambientamento riuscito, e il commento che più si è letto nei giorni dopo è stato “omo de panza, omo de sostanza”. Un po’ scherno un po’ compiacimento insomma. Se segna un gol per ogni volta che gli han detto che è grasso, ne fa anche più dei 36 dell’anno scorso.

EFFETTO TALISMANO – No, non stiamo parlando di Padoin, ormai passato al Cagliari dopo 5 stagioni onoratissime sotto la Mole, ma dell’effetto devastante che ha Higuain sulle difese avversarie solo con la presenza in campo. E allora anche qui qualche chiletto in più (che peraltro sta già sparendo) potrebbe non essere così deleterio. Scherziamo ovviamente, ma alla seconda contro la Lazio entra in campo lui e alla prima azione d’attaBanner_editoriale_Dario_Ghiringhelli1cco Khedira la butta dentro, 1-0 e partita vinta. Se potete, andate a rivedere la immagini da ogni angolazione. Quando Higuain, che da vero rapace d’area si trovava a quel punto davanti a Marchetti pronto al tap-in, vede la palla entrare, butta le braccia al cielo e corre verso il tedesco come se il gol lo avesse fatto lui. Ci sono giocatori che non esultano nemmeno quando i gol li fanno loro, figuriamoci quando segnano i compagni. Ecco, questa immagine del Pipita ci ha impressionati. Uno che la palla in fondo alla rete è abituato a raccoglierla quando la butta dentro lui, arrivato in una squadra nuova con tutto il carro di polemiche al seguito, ha dimostrato di essere davvero un grande, un grandissimo. E il popolo bianconero che già lo ama lo amerà sempre di più.

Sarà sovrappeso, sarà grasso, sarà quello che volete. Permetteteci il gioco di parole, un giocatore del calibro Higuain che esulta così “di pancia” al suo primo gol nella nuova squadra e ai gol dei compagni, scaldandosi anche dalla panchina durante le azioni più concitate, a noi piace, e molto. E parafrasando un grandissimo Maurizio Mosca, ci viene da dire “aaaaaaaaaahhh come esulta il Pipita”

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)