Perché la Juve non sarà padrona del proprio destino sul mercato

Perché la Juve non sarà padrona del proprio destino sul mercato


Più tecnica e più velocità d’esecuzione, per avvicinarsi alle grandi d’Europa. Sembra che Allegri abbia le idee chiare, per continuare il processo di crescita intrapreso dalla Juventus. Sarà lui, a quanto pare, a sedere sulla panchina bianconera nella prossima stagione e, quindi, sta già delineando le linee guida sulle quali impostare il mercato. Che sarà davvero importante, dato che quella che s’avvicina si prospetta una sessione infuocata.

Già, perché la Juve rischia di vedere altre partenze importanti. E il punto è che c’è la netta sensazione che i bianconeri non siano padroni del proprio destino, per colpa di formule e clausole varie. Parliamo specialmente di Alvaro Morata e Juan Cuadrado, che rischiano sul serio di lasciare Torino.

Morata ha recentemente dichiarato di stare bene alla Juve, ma il suo futuro non dipende esclusivamente da lui: c’è quel diritto di ‘recompra’ del Real Madrid che pesa… come una “spada di Damocle”, stando alle parole di Marotta. È che ci sono quei trenta milioni, ai quali i bianconeri non possono dire di no. E non si tratta neanche della volontà del giocatore, che conta, ma si sa che Alvaro è legato visceralmente al Madrid.

Ecco, uno sforzo della Juve potrebbe fargli decisamente piacere. L’ha auspicato, Marotta: “Vogliamo tenerlo, avvieremo un dialogo quanto prima”. Che, tradotto, vuol dire indennizzare gli spagnoli: ascoltare le loro richieste, tentare di avvicinarle, magari chiudere un nuovo accordo. Con conguaglio a loro favore, ovviamente: quei venti milioni che separano dalle ventilate offerte inglesi, chissà. Ma tutto dipenderà dalla volontà del Madrid, che ha in mano Alvaro.

morata cuadrado

E la stesso si può dire di Cuadrado, arrivato in estate con un prestito secco. Questione di tempo, s’è detto, ma ora pure quel tempo pesa, quanto e più della ‘recompra’. Le cose sono cambiate, in quel di Londra: Mourinho è andato e via e sembra stia per arrivare uno che ha sempre avuto il pallino di allenarlo, Juan. Proprio quell’Antonio Conte che aveva puntato i piedi per averlo in bianconero, tanto che il suo mancato arrivo pare sia stato uno dei motivi della rottura improvvisa tra Conte e la Signora.

La stretta di mano tra il Chelsea e la Juve, che s’erano ripromesse di parlare di riscatto a giugno, sembra non valere poi molto: si era pure arrivati a una cifra, vicina ai venti milioni. Mourinho non avrebbe posto il veto, ma il portoghese è ormai lontano da Stamford Bridge – più vicino a Old Trafford, si vocifera. Ecco, allora, che di nuovo i bianconeri si trovano schiavi dei desideri altrui. E, se per Morata potrebbe esistere qualche spiraglio, Cuadrado è sempre più indirizzato verso il ritorno in Premier: questione di feeling e… di sgarbi, da fare sottovoce però.

Si preannuncia un’estate difficile, piena di lavoro per la dirigenza juventina. Che dovrà prima sciogliere questi nodi, per poi cominciare a fare sul serio. I perché di questa sitauzione, sicuramente da non ripetere, sono molteplici: gli errori sull’affare Cuadrado sono innegabili, dato che si sarebbero potuto anticipare i tempi, ma il caso Morata denota una certa mancanza di ‘peso’. Una verità parzialmente ammessa pure da Marotta, che ha ammesso di essersi trovato quasi obbligato a piegarsi al volere del Real. Si deve lavorare per crescere, anche in questi dettagli.

Felice Lanzaro (@FeliceLanzaro)

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