Più convinzione, ma uomini diversi: la Juve a Monaco cambierà

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Finiti gli elogi a questa Juventus dopo la partita di Champions, per la sua bravura soprattutto mentale e per lo smisurato spirito di squadra messo in campo, è ora di tirare le somme anche dal punto di vista tattico andando ad analizzare anche sotto questo punto di vista il match disputato. Per dover di cronaca dobbiamo ricordare che il modulo schierato da Allegri non è stato il solito 3-5-2, optando per un più solido e compatto 4-4-2.

COSI’ A TORINO – Vuoi per le importanti assenze, vuoi per cercare di limitare gli attacchi avversari, si è virato su questo modulo, già proposto in altre occasioni nelle ultime gare di campionato. Il 3-5-2 era piuttosto impensabile, soprattutto per la scelta del terzo centrale difensivo. Infatti l’inserimento di Rugani, forse ancora inesperto per certi palcoscenici, o l’eventuale snaturamento tattico di Lichtsteiner, non sono sembrate strade facilmente percorribili. Ne è scaturito un baricentro più basso e poca spinta sulle fasce, tanto che sia Douglas Costa che Robben sono riusciti a tenere efficacemente il pressing molto alto e fermare sul nascere le ripartenze juventine. A fornire una prova piuttosto opaca è stato Patrice Evra, troppo arenato nella propria metà campo, rispetto anche all’”opposto” terzino svizzero.

L’ANALISI TATTICA – Dati alla mano, infatti, nel primo tempo c’è stato un dominio assoluto della squadra bavarese che è riuscita, però, a portarsi in vantaggio solo a due minuti dallo scadere della prima frazione. Un dominio che si è protratto anche nella seconda frazione, ma che spesso non è stato finalizzato nel migliore dei modi. Solo in tre occasioni, difatti, Buffon ha dovuto opporsi ai tiri degli avversari, contro le 5 del portiere tedesco. La trazione offensiva, ad ogni modo, non può essere del tutto soddisfacente, visto che gli spunti non sono arrivati in modo omogeneo durante tutto l’incontro.
Meriti sicuramente del Bayern ma, per quanto visto in questo 4-4-2 asimmetrico (con Pogba poco incline al ruolo di fascia), le ragioni sono da ricercarsi in un atteggiamento fin troppo contenitivo, almeno fino allo 0-2. Non sono bastate le urla di Allegri per far salire la squadra, troppo spesso confinata interamente nella propria metà campo. L’innesto di Alex Sandro, o comunque il ritorno al 3-5-2, potrà rappresentare la soluzione a questo problema, ma potrebbe farne sorgere un altro: quello relativo alla difesa.

IMPORTANTI RITORNI – Difatti, seppure il ritorno di Chiellini darà compattezza al reparto difensivo, i due esterni dovranno essere bravi a fare bene entrambe le fasi. A quel punto il compito di lanciare l’azione sarà demandato al mediano (Marchisio o Khedira) o al limite al difensore centrale, ossia Bonucci. Esporsi così alle ripartenze avversarie sarà quasi ovvio, soprattutto considerando la portata offensiva della squadra di Monaco. Ma è altrettanto vero che questa maggior ampiezza potrà giovare ai bianconeri, garantendo una manovra più ariosa e aprendosi meglio anche su eventuali contropiedi.
Il rischio è sicuramente alto, ma necessariamente da prendere, visto che per il passaggio del turno è necessaria la vittoria. Questa partita non è comunque da buttare e sarà indispensabile fare tesoro di quanto visto. Certo è che concedere due gol in casa non fa partire con il migliore degli umori, soprattutto per la pressione che ci si ritrova addosso. E contro una squadra di portata mondiale, come senz’altro è il Bayern, questo potrebbe nuocere alla causa juventina.

Simone Marasi