ReLIVE - Allegri in conferenza: "Guardare in positivo, ma i ragazzi sono scossi. Questi i dati veri sugli infortunati, serve fortuna. Lavezzi? Non penso al mercato"

ReLIVE – Allegri in conferenza: “Guardare in positivo, ma i ragazzi sono scossi. Questi i dati veri sugli infortunati, serve fortuna. Lavezzi? Non penso al mercato”


MERCATO – “In questo momento non ho mente o spazio per il mercato. Penso a domani e a mercoeldì, e poi a tutte quelle di dicembre. La squadra ha una rosa competitiva, deve essere così. Anche se in Europa quattro squadre sono al di sopra di tutte le altre. Noi dobbiamo migliorarci, sono arrivati già dieci giocatori: dobbiamo far migliorare i nuovi”.

SU CACERES – “Purtroppo è così. Sono contento di dare un giocatore alla nazionale, significa che è forte. Vanno gestiti un po’ meglio, ma mi metto anche dalla parte del ct. È normale che facciano giocare i migliori, devono ottenere risultati. Ci vuole un po’ più di fortuna, e forse una gestione più oculata”.

BUFFON – “Gigi ha fatto la storia, soprattutto con l’entusiasmo e con il mettersi sempre in discussione. È un bell’esempio, questa è la stoffa del campione. Vederlo al di fuori è un discorso, guardandolo qui è un altro: fa la differenza. Anche quando fa parate semplici, magari per gli altri sono difficili. Anche l’anno scorso se faceva due o tre parate, era come se avesse fatto un gol”.

GARA SENZA RITORNO – “Abbiamo un obiettivo: superare il Milan. Guardando gli altri? No, mancano ancora venticinque partite, potremmo arrivare a novantatré punti. Ci può dare lo slancio a livello mentale, giochiamo contro una delle squadre più forti d’Europa”.

FIDUCIA IN ME STESSO – “Alla fine nel calcio contano i risultati. Sugli infortuni ho dato dei dati, sono stato anche fortunato perché ho avuto i dati ieri. Sorrido perché non posso ammazzarmi quando ho diciotto infortunati, lavoro per risolvere i problemi. Su Dybala uguale: era il giocatore che aveva giocato più di tutti, ed era la settimana in cui si diceva che non lo facessi giocare. Cosa dovevo fare? Portarlo con me al calcetto con gli amici, non c’era altra soluzione. Ha bisogno di crescere, è diverso giocare una partita ogni tre giorni. Ci sono tanti fattori, psicologici e fisici: tutti hanno da recuperare. Altrimenti si potrebbe avere una rosa di undici giocatori, senza aver bisogno dell’allenatore”.

SULLA DIFESA – “Più certezze dalla difesa? Non sono preoccupato per un semplice fatto: ho i migliori difensori d’Europa. Può capitare nel calcio che ad un tiro prendi gol, oppure ad un errore che fai ti segnano. Varia di anno in anno, magari nell’anno in cui prendi gol passa inosservato il lavoro dei difensori. Se lasci i migliori difensori a difendere, difficilmente non prendono gol. I nostri difensori stanno facendo buone cose, fanno errori come fanno tutti. Non vanno messi in croce, qui passiamo da un eccesso all’altro. E durante gli anni ci possono essere delle divergenze sul rendimento, sono giocatori che dal 23 di agosto non hanno avuto un secondo di riposo: fanno Juventus e Nazionale. Gli errori sono nella normalità. Occorre fortuna o un compagno che rimedia agli errori”.

ANALOGIE CON MIHA – “Tutti gli anni sono differenti. Credo che la Juventus abbia cambiato tantissimo, le difficoltà erano previste. Nessuno pensava di avere al momento solo 18 punti, purtroppo il calcio non è una scienza esatta. Non era detto che si ripartisse e si vincesse ancora dopo quattro anni. C’è un progetto, si vuole dare un futuro alla Juventus. Quando cambi, i rischi ci sono sempre: ma ci sarebbero stati anche se non fosse cambiata la squadra. Ora vivo a Torino e so quali sono le problematiche che abbiamo noi, non quelle del Milan. Miha sta facendo un buon lavoro, tornerà con noi a lottare per i primi tre posti”.

DYBALA – “Rientrato presto, sta bene. Valuterò in allenamento, ieri ha fatto quasi tutto con la squadra”

UOMO MATCH – “Chi sarà decisivo? Dirlo è difficile. Non ho ancora queste qualità di mago e di fare certe profezie. È importante e bella da giocare”.

CORSA SCUDETTO – “Inutile star qui a dire quanto tempo ci vuole. Le squadre davanti perderanno difficilmente punti, noi dobbiamo fare il nostro: mancano sette partite alla fine del girone d’andata e bisogna tracciare un primo bilancio a Natale e poi quando finirà il girone. È normale che questo mese e mezzo è molto importante, questi quattro giorni sono da vivere con grande passione e voglia. Abbiamo la possibilità di superare il Milan e di chiudere il discorso Champions, che non è chiuso a differenza di quanto viene detto. Dato che abbiamo anche l’ultima partita a Siviglia…
Dobbiamo esser bravi e abbiamo bisogno dei tifosi, come sempre. In questo momento occorre trasmettere positività, visto che veniamo da risultati positivi. L’obiettivo massimo della Juventus è quello di lottare per i primi posti, vincere il campionato. Fare il massimo ora: chi vince, avrà meritato di vincere. Dobbiamo essere bravi a recuperare, siamo indietro”.

TROPPI IN INFERMERIA – “Venti infortuni? No, sono sedici infortuni muscolari, tra cui undici infortuni di carattere muscolare e cinque sovraccarichi. In questi casi, sono stati fermi dai tre ai cinque giorni, come capita. Rispetto all’anno scorso – quand’erano unidici – abbiamo avuto meno infortunati di più di trenta giorni e cioè due, l’anno scorso ne sono arrivati cinque. Questi sono i numeri di quest’anno: credo che rispetto all’anno scorso abbiamo un paio d’infortuni in più, oltre ad aver visto e analizzato chi sono gli infortunati. Abbiamo, come sempre, un’ulteriore conferma: le idee sono chiare, sono i giocatori che hanno sempre quelle problematiche su quell’aspetto. A livello di dati, siamo nel mezzo. Dobbiamo lavorare per migliorare. Poi comunichiamo sempre gli infortuni, anche quando sono di pochi giorni. E quando le squadre sono allenate da Allegri, c’è sempre la stesso diktat: sono squadre infortunate, allenate male. Alla fine conta fare i risultati, lavoro per questo. L’anno scorso avevamo più infortunati a settembre, quest’anno ad ottobre. L’importante è migliorare le situazioni ed i giocatori più in fretta possibile”.

RISALITA – “Ora credo che bisogna pensare di avere la possibilità, domani, di raggiungere il Milan e superarlo. È una delle partite più importanti del campionato, ed il primo obiettivo è quello di scalare un’altra posizione in classifica. Secondo obiettivo: centrare il passaggio alla Champions. Poi la Coppa Italia! L’importante è dare seguito ai risultati e domani non sarà facile. Il Milan sta bene, stanno facendo un buon percorso anche se siamo entrambi lontani dalla testa della classifica”.

INFORTUNATI – “Stavolta Dybala è arrivato un po’ prima. Su Buffon valuteremo, non sembra niente di particolare: però prima di dare con sicurezza la conferma di Gigi, dovrò vedere l’allenamento di oggi. Lichsteiner e Mandzukic hanno lavorato con la squadra. Su Caceres dovranno valutare l’entità del danno. Asamoah non è a disposizione per un’infiammazione al ginocchio con una visita a Barcellona con il prof. Cugat che ha dato una decina di giorni di fermo sulla preparazione. Padoin dovrebbe essere a disposizione a fine settimana prossima, Pereyra va valutato tra una settimana anche se sta procedendo molto bene”.

PAURA – “È un momento delicato per la storia del mondo. Giocheremo sicuramente nella sicurezza più totale, tanti discorsi non ci sono da farsi. Ho pensato molto ai miei tre giocatori che erano a Parigi, così come a tutta la gente che era lì. Domani sperando che sia una bella serata di sport – credo che per Torino sia una giornata importante con la partita, Madonna e Renzi -, dobbiamo guardare le cose in positivo. Ragazzi scossi? Ho parlato con loro, mi sembrano abbastanza sereni. Soprattutto Pogba, Khedira ed Evra hanno passato momenti difficili. Poi Khedira è rimasto fino alle sette nello stadio, e la partita ad Hannover è stata rinviata. Rientrare a Torino è stato buono, hanno trovato un ambiente più sereno. È normale che debbano smaltire pensieri, sono ragazzi e uomini. Avrebbero toccato chiunque”.

SIPARIETTO – Inizia col sorriso, il mister: “Il microfono delle spie? Uno è rosso e l’altro è giallo…”

È tempo di Juve-Milan: classica del calcio italiano e partita del cuore di Max Allegri. Proprio il tecnico bianconero sta per arrivare nella sala stampa del centro sportivo di Vinovo per la consueta conferenza della vigilia.
Seguite su SpazioJ la diretta testuale delle parole dell’allenatore della Juventus.

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