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Juve, ennesimo flop europeo: la Champions diventa una chimera

Risveglio amaro in casa Juve e non potrebbe essere altrimenti. La sconfitta subita ieri sera contro il Villarreal non è stata pesante solo nel tabellino, ma lo è stata sotto ogni punto di vista.

Il 3 a 0 da parte degli spagnoli lascia il tempo che trova, avrebbe fatto male anche una sconfitta striminzita o, come direbbe Allegri, di “horto muso”. Sì, perché quello che fa veramente male è vedere l’ennesimo flop in Europa, l’ennesima eliminazione, la terza di fila agli ottavi, la quarta di fila con squadre abbordabilissime.

Non ce ne vogliano le varie Ajax, Lione, Porto e Villarreal, ma è così.

Juventus-Villarreal, Champions League, Ottavi di finale

Di chi sia la colpa principale non si sa, ognuno potrebbe avere un’idea diversa. C’è chi punta il dito contro Allegri, chi verso i giocatori e chi verso la società.

Da che mondo è mondo la colpa è sempre degli allenatori, veri e propri capri espiatori delle disfatte di una squadra, poi ci sono i giocatori ai quali, se deludono le aspettative, gli può essere dato il ben servito, infine, la società, vero e proprio pilastro di un club.

Ecco, la società, Agnelli, Nedved e via discorrendo. L’operato del Presidente e dei suoi uomini più fidati non può essere messo assolutamente in discussione, anzi.

Con Andrea Agnelli alla guida della società il palmares recita così: in 12 anni 19 trofei, di cui, 9 scudetti, 5 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane.

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Uno dei momenti più vincenti della storia del club, ma manca il trofeo più importante, quello inseguito e sfiorato due volte, ma mai conquistato: la Coppa dalle grandi orecchie.

Difficile trovare un qualsiasi motivo sul perché la Juve non riesca a vincere in Europa. La differenza con le rose del 2015 e del 2017 (anni delle due finali perse) può essere anche una giustificazione, ma arrendersi e perdere il controllo, come fatto ieri, non è perdonabile.

Ormai sembra che la Champions League sia una vera e propria maledizione per i bianconeri. A questo punto viene da pensare che nelle parti di Torino sia passato il Béla Guttmann di turno.

I più conosceranno la storia del carismatico allenatore del Benfica anni sessanta. Protagonista delle due Coppe dei Campioni vinte ed esonerato, per questioni economiche, subito dopo.

Lanciò una grande “maledizione” augurando alle Aquile di non vincere per i prossimi cento anni nessun trofeo europeo. Il Benfica non vince da allora.

La Juve da molto meno ma, maledizioni e superstizioni a parte, più passano gli anni e più la Champions League diventa per i bianconeri una vera e propria chimera.