ESCLUSIVA SJ | Raffaella Barbieri: “Mi piace molto Tevez. Bonansea ha lavorato molto per arrivare dov’è ora”

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Raffaella Barbieri, attaccante classe 1995 della San Marino Academy, di origini torinesi, con la Mole Antonelliana sempre nel cuore. In questa stagione è andata a segno per sette volte in Serie A, la scorsa stagione a suon di gol ha portato la sua squadra nella massima serie. Domenica alle ore 14:30 il suo San Marino affronterà la Juventus Women di Rita Guarino. In passato ha condiviso lo spogliatoio con giocatrici come Martina Rosucci, Barbara Bonansea, Michela Franco, Cecilia Salvai e Federica Russo, tutte quante sono poi diventate pilastri nella società bianconera.

Raffaella Barbieri si è raccontata in esclusiva ai microfoni della nostra Miriana Cardinale.

Tu al Torino giovanissima ti confrontavi con una giovane Barbara Bonansea: cos’hai potuto imparare dalla numero 11 bianconera?

“Barbara è la giocatrice che mi ha da sempre più colpito per la sua prestanza atletica, era difficile starle dietro già a quei tempi. Adesso ha affinato molto e si è completata sotto tutti i punti di vista, ha lavorato molto per arrivare dove è arrivata, ed è stato un onore averci giocato insieme.”

Sempre durante la tua esperienza al Torino hai giocato con altre giocatrici che oggi sono tra le migliori in Italia : quanto ti é servita quest’ esperienza e cos’hai imparato da tutte loro?

“Ho avuto il piacere e la fortuna di giocare con loro in un’età molto giovane, avevo solo 14/15 anni. Ho imparato da ognuno di loro qualcosa di diverso ma avevano un comune denominatore, ovvero la concentrazione nelle sedute di allenamento. Vigeva molto rispetto tra le giocatrici e questo mi ha fatto crescere molto anche caratterialmente. Ho incontrato spesso negli ultimi anni Federica Russo nei campi da gioco ed è davvero sempre un piacere scambiarci due chiacchiere. Sono stata fortunata a poter apprendere da loro.”

Sei torinese possiamo dire DOC, hai un posto di Torino che é definibile come il tuo “posto del cuore”? Qual è?

“Oramai sono tre anni che sono via da Torino, più passa il tempo è più ogni volta che torno è un piacere riammirare anche posti dove a volte non mi soffermavo. Amo questa città e mi manca molto. In particolare sono due i miei posti del cuore. Il primo è il Parco Europa: vedere tutta Torino dall’alto distesi sul prato è favoloso. È il mio angolo di quiete dove amo frequentemente andare in solitudine, con la famiglia o con gli amici. Penso sia la mia nicchia dalla città. Il secondo è una città ed è Moncalieri. Luogo dove abitavo e dove ho tirato i miei primi calci al pallone tra la parrocchia e il campo di calcio dove allenava mio papà. Al mio rientro fa sempre piacere rincontrare persone che mi hanno visto crescere.”

Sei tornata in Serie A dopo aver conquistato a suon di gol la promozione lo scorso anno, hai notato differenze rispetto a come l’avevi lasciata?

“È passato qualche anno dalle mie precedenti stagioni in Serie A e sicuramente è cambiato molto. Le squadre sono molto più preparate fisicamente e il ritmo partita di conseguenza si è decisamente alzato. Anche gli staff della società sono andati perfezionandosi e ci sono sempre più giocatrici preparate a livello tattico. È un calcio più veloce e più tattico, ma anche nel passato ci sono state giocatrici che hanno fatto divertire la gente sugli spalti.”

Sei anche un’allenatrice, tra tutte le giovani emergenti quali secondo te possono essere il futuro della Nazionale italiana?

“Faccio tre nomi: Serturini perché sta dimostrando di essere decisiva in un club blasonato come la Roma, Zanoli per la personalità e le caratteristiche importanti che ha dimostrato di avere anche nei match di Champions League. Per l’ultimo nome gioco in casa e dico Gloria Ciccioli, la conosco da due anni e credo abbia fatto un miglioramento continuo che ha portato anche dei punti validi per la salvezza alla San Marino Academy. Credo sia un portiere dalle ottime qualità e con una costanza all’allenamento poche volte vista. “

Ti ispiri a qualche giocatore in particolare? E giocatrice? 

“Mi piace molto Carlos Tévez e ho sempre cercato di seguirlo e a volte imitarlo (per quanto mi sia possibile) nelle sue giocate. Un giocatore pieno di carisma, idee e passione. A livello femminile seguo il calcio in generale ma cerco di avere una personalità distinta come giocatrice. Mi piace spaziare, reinventarmi e cambiare le giocate, per cui cerco di apprendere da ogni giocatrice con cui mi ritrovo a confrontarmi durante il campionato.”

Quando hai capito che la tua passione ti avrebbe portato in Serie A?

“Ho avuto la fortuna di esordire molto presto in Serie A ma non pensavo di poter investire così tanto in questo sport al punto di renderlo il pallino della mia vita. Sta crescendo tutto il movimento e ciò mi permette di essere sempre più un’atleta a tutti gli effetti. Ci sono stati momenti difficili ma adesso fortunatamente ci sono quasi tutti i mezzi per poter lavorare con dedizione e per poter rimanere nella categoria regina. Quando fai del tuo sogno la tua vita allora sei nella direzione giusta.”

Secondo te cosa manca alla Juventus per essere competitiva a livello europeo, vista la partita contro il Lione?

“Contro il Lione si è vista un’ottima Juve e questo mi ha fatto molto piacere perché ha dato nuovamente un segnale positivo al movimento del calcio femminile italiano. Purtroppo in molte altre Nazioni il calcio è professionismo mentre in Italia è da pochi anni che si lavora in modo adeguato per allenare le ragazze a certe partite. Sicuramente la competitività del campionato interno fa crescere anche la forza delle prime della classe. La Juve a mio avviso ha solo bisogno di tempo e di crescita; con qualche innesto di valore a livello internazionale penso potrebbe giocarsi ancora meglio le sue carte.”

Domenica giocherai contro la Juve, se potessi togliere una giocatrice alle bianconere chi sarebbe e perché? 

“La Juventus può fare affidamento su un centrale di centrocampo come Aurora Galli. Credo sia il centrocampista più giovane e completo che attualmente ho incontrato. La conosco da diversi anni ed ha fatto una crescita esponenziale sia nella fase di impostazione che nella fase di non possesso. Ha anche un buon fiuto del gol oltre che ad una grande visione di gioco utile per mandare al tiro le compagne. Per cui se dovessi scegliere, direi lei.”

Tra le fila delle bianconere c’è la miglior marcatrice della Serie A, Cristiana Girelli, cosa ne pensi della numero 10 bianconera e che caratteristica le ruberesti?

“Girelli è una delle attaccanti più prolifere presenti nel calcio italiano negli ultimi anni. Sicuramente le ruberei la sua freddezza sotto porta, è una sua caratteristica che la rende micidiale per le difese avversarie.”

Hai un sogno nel cassetto?

“Ho più di un sogno nel cassetto. Sono una persona molto ambiziosa che cerca di investire nel proprio futuro. Non nego che togliermi altre soddisfazioni nella massima serie sarebbe fondamentale. Dopodiché vorrei diventare allenatrice a tutti gli effetti e intraprendere questa carriera. Allo stesso tempo spero di portare avanti la ditta di famiglia.”

Si ringraziano per la disponibilità l’ufficio stampa della San Marino Academy, nella figura di Alberto Menghi e la giocatrice Raffaella Barbieri.

Miriana Cardinale