Pjanic si confessa: "Nulla è impossibile, cerco sempre di essere il migliore"

Pjanic si confessa: “Nulla è impossibile, cerco sempre di essere il migliore”


Miralem Pjanic è diventato sempre più centrale nella Juventus con il passare degli anni. Della sua vita calcistica e non ha parlato in una lunga intervista a Esquire, iniziando dalla sua stagione nella Vecchia Signora:

Il passaggio da un allenatore all’altro è sempre un cambiamento radicale perché si modifica il modo di vedere il calcio. Quest’anno mi sto divertendo molto, sono felice di come giochiamo e affrontiamo gli avversari, miglioreremo ancora. Sono contento soprattutto quando gioco in maniera precisa, anche se amo fare assist ai miei compagni. Ultimamente ho curato molto la fase di non possesso in modo da intercettare più palloni: se riesco a giocare di anticipo posso rubare un tempo di gioco, qualcosa di fondamentale nel calcio di oggi.

Il centrocampista bosniaco ha poi parlato del punto in cui è arrivato nella sua carriera:

L’ambizione ti aiuta sempre a migliorare, trovi sempre uno stimolo per crescere. Voglio eseguire al meglio i miei compiti e rispondere con precisione alle richieste dell’allenatore. Ora non sono più giovane e quindi sono sempre sicuro di me: la testa è fondamentale. Non vedo nulla di impossibile o irrealizzabile. Ho sempre cercato di essere tra i migliori e continuo a farlo. I più bei ricordi che ho sono la qualificazioni ai Mondiali del 2014 con la nazionale e l’esordio con il Metz contro il PSG. In futuro potrei allenare, anche se è un mestiere difficile siccome c’è il lato umano e il lato sportivo: potrei diventare grande se apprendessi un segreto da ogni mister con cui ho avuto a che fare.

Pjanic ha poi parlato dei suoi idoli e della sua visione del calcio:

Mi piace molto guardare Busquets e il livello di Xavi è stato altissimo. Mi affascina la semplicità, non i giochi di prestigio: se un calciatore fa girare la squadra con giocate semplici allora mi piace. Posso assicurarvi però che il giocare facile è la cosa più difficile nel calcio. Il mio impegno verso il mio lavoro è totalizzante perché voglio che i tifosi siano felici di vedermi giocare, anche se ho un figlio e devo sempre essere informato su cosa succede nel mondo e pertanto leggo molto. I miei idoli sono però al di fuori del calcio: Muhammad Ali e Michael Jordan

Il regista bianconero si è infine soffermato sul problema del razzismo:

Quando sento di episodi razzisti provo rabbia e dispiacere. Il razzismo è ignoranza totale, pertanto servono gesti forti e punizioni esemplari, individuando i responsabili e allontanandoli dal calcio, che è una festa alla quale non devono partecipare.

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