Vincere è l'unica cosa che conta?

Vincere è l’unica cosa che conta?


Atteniamoci per un attimo alla cronaca della partita.
La Juventus vince al San Paolo per 2-1, grazie ai gol di Pjanic ed Emre Can.
Se ci soffermassimo solo su questo aspetto, ci sarebbero grandi sorrisoni e pacche sulle spalle, per una vittoria che porta la Vecchia Signora a 16 lunghezze dal Napoli.
Purtroppo però ci sono altri aspetti su cui soffermarsi, dalla prestazione ad errori enormi che hanno rischiato di compromettere una partita importantissima.

Napoli-Juve, le scelte di Allegri

Una serata da cardiopalma quella del San Paolo.
La Juve parte senza Paulo Dybala, al suo posto c’è Federico Bernardeschi insieme a Ronaldo e Mandzukic.
Massimiliano Allegri sceglie di giocare con una mediana composta da tre uomini: Pjanic in cabina di regia, coadiuvato ai lati da Matuidi ed Emre Can, con il tedesco che vince il ballottaggio con Bentancur.
Torna la difesa tipo con la coppia centrale formata da Chiellini e Bonucci, con Alex Sandro e Cancelo, che ritorna nel suo ruolo originario.

Napoli-Juve, gara da brividi

Il primo tempo sorride ai bianconeri.
Malcuit commette un harakiri, lanciando Cristiano Ronaldo a tu per tu con Meret.
L’estremo difensore commette fallo: espulsione e punizione dal limite per la Juventus.
E’ la prima chiave di volta del match: Pjanic trova il gol del vantaggio e il Napoli resta in inferiorità numerica.
Partita in discesa apparentemente, ma dopo appena pochi secondi sono i partenopei ad andare vicinissimi al gol.
Palla millimetrica di Fabian Ruiz per Zielinski che brucia il povero Bonucci, batte Szczesny ma colpisce il palo.
Madama fortunata che sugli sviluppi del corner trova addirittura il raddoppio: cross al bacio di Bernardeschi per il liberissimo Emre Can che batte il subentrante Ospina.
La ripresa si prospetta con gli ospiti pronti a gestire l’offensiva del Napoli con un uomo in più.
Ma dopo appena 2 minuti, Pjanic commette un’ingenuità che gli costa il secondo giallo e la conseguente espulsione.
E’ il secondo episodio che cambia il volto della gara.
Gli uomini di Ancelotti mettono di fatto all’angolino l’avversario per 45 minuti.
La consueta combinazione Insigne-Callejon risulta nuovamente letale.
Cancelo soffre troppo le scorribande del capitano azzurro e di Zielinski, viene ammonito ed è il primo ad essere sostituito, in favore di De Sciglio.
I campioni d’Italia sono letteralmente in balia del Napoli, il presunto fallo di mano di Alex Sandro, punito con il rigore è l’occasione per arrivare al pareggio.
Insigne dagli undici metri però colpisce il palo, il terzo della serata per gli azzurri.
Finisce così, la Juventus vola a + 16 ma la sensazione è che il Napoli sia stata la miglior squadra vista in campo.

Juventus-Atletico Madrid, come si arriva alla Champions

Un atteggiamento pessimo, soprattutto quello del secondo tempo.
Una squadra così esperta non può subire un assedio se in superiorità numerica e sul doppio vantaggio.
Cancelo ritornato a giocare terzino destro, nella ripresa è stato succube di Insigne e Zielinski.
Cristiano, episodio dell’espulsione di Meret a parte, praticamente invisibile.
Stesso discorso per Mandzukic, praticamente impalpabile.
Il passaggio del turno con l’Atletico Madrid è possibile?
Forse sì, ma non con questa Juventus.
Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta.
Lo è stato questa sera, dovrà esserlo anche il 12 marzo.

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