Un punto da spostare sempre più in là (per ora, una virgola)

Un punto da spostare sempre più in là (per ora, una virgola)


Il gusto del destino beffardo che torna alla bocca. L’angoscia del tempo che passa che ti stringe forte alla gola. Gli occhi lucidi che scolorano una realtà troppo brutta per essere vera. Il sogno che inizia a lanciarsi in un mare di frantumi taglienti.

La Juventus campione è stata una corazza nelle tempeste più forti di chi la guarda, di chi la ama. Una costante che ha scandito cambiamenti: è un punto da spostare sempre più in là.

È l’unica certezza nell’inquietante fiumana della vita, che scorre, travolge, quindi distrugge.

E sai che c’è? Che vedere tutti disintegrarsi è un destro in pieno volto ai sognatori. E sai che c’è? Il cuore sanguina di più all’inizio della fine di un amore. Di una lunga storia, che ha attraversato alti e bassi.

Ma è proprio quando sei a terra, stremato, che l’orgoglio ti prende le mani e ti guarda fisso nell’anima. Allora Dybala la soffia sulla testa di Higuain e riprendono forma le speranze.

La pennellata di Paulo mette una virgola a un lungo intricato periodo da cancellare con una riga dritta. Eppure significa continuare, eppure significa resistere a denti stretti.

Basterà? Lo dirà il destino, che sembrava aver voltato le spalle alla Signora.

Sicuramente non basterà in futuro: il vestito stracciato indossato nelle ultime serate di gala cancella le sinuose forme dei bianconeri.

Non sarà una toppa, o più toppe, a raddrizzare il portamento della Juventus. Servirà una forte raddrizzata alla postura, troppo spesso curvata e raggrinzita. Servirà ritrovare il fuoco dentro, che sembra smarrito in un’affannosa corsa all’indietro.

Ma è proprio ora che serve chiudersi, fare cerchio, gridarsi forte che, prima di tutto, viene la voglia di leggenda. Ché fino alla fine s’era detto, no?

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