Analisi Juventus Women: più che una difesa un muro

Il 2017 della Juventus Women ha conosciuto solo vittorie: sopra ogni rosea aspettativa. La squadra di mister Guarino sta schiacciando sempre più il campionato e finora non ha avuto pietà delle sue avversarie neppure in Coppa Italia. Andiamo ad analizzare, reparto per reparto, cosa si è visto in questi primi mesi di esistenza delle bianconere.

UN FORTINO

Sono solo due i gol subiti dalla Juventus Women in totale, entrambi da calcio piazzato (rigore ad Empoli e punizione a Bari): basta solo questo dato per capire come, nelle 12 partite disputate sinora, si sia comportata la difesa juventina in questi primi mesi. Il reparto arretrato a quattro è rigido e tiene bene: chi sta dietro sa posizionarsi sia al centro che sulla fascia. Questo è il caso del capitano Sara Gama, una vita sulla fascia destra per riscoprirsi ora uno dei migliori centrali in circolazione. Eccezionale la sicurezza che traspare nelle sue chiusure, così come quando è chiamata ad anticipare l’avversaria. Accanto a lei però, l’aiuto preziosissimo di Cecilia Salvai, che con la sua bravura permette alle compagne di reparto di poter salire lasciando a lei il compito di ultimo baluardo difensivo. Non è un caso infatti, che le uniche difficoltà patite dalle bianconere in questo inizio di stagione, siano arrivate quando le due titolari mancavano: Lenzini e Franco sono due buone  giocatrici ma hanno bisogno di giocare più spesso insieme per poter garantire la stessa solidità della coppia Gama-Salvai. Sulla destra Hyyrynen è stata la giocatrice più utilizzata da Guarino: finora la finlandese non ha mai registrato prestazioni negative, limitandosi però al compito assegnatole. Diverso invece il discorso per Lisa Boattin: la ragazza classe ’97 gioca come se fosse in Serie A da una vita. Facile vederla ala, batte gli angoli e i rigori; insomma, una personalità trascinante. Ultima, ma non ultima, Vanessa Panzeri: la giovane millennials per ora è stata schierata poco, ma ha dimostrato nel poco tempo concesso una certa grinta, sia al centro che sulla sinistra. Se queste sono le premesse, in futuro si spera di vederla più in campo che in tribuna.

Nell’ultima partita di Coppa Italia, vinta 2-0 contro la Juventus Femminile, si è vista per alcuni tratti dell’incontro una difesa a tre che, in fase di possesso palla, vedeva uno dei due terzini scalare dietro mentre l’opposto saliva alto sulla sua fascia di competenza. Potrebbe essere questa una nuova chiave di lettura dei match che arriveranno in questo 2018?

PORTA BLINDATA

Quando una squadra non subisce reti, sembra scontato che il lavoro per il portiere sia molto poco. Laura Giuliani è stata aiutata molto in questo senso, ma guai a pensare a lei come spettatrice aggiunta: il portiere della Nazionale italiana si sgola in ogni match per guidare la difesa e, finora, ha chiuso tutto ciò che doveva chiudere. All’attivo ha pure un rigore parato contro il Verona, fondamentale vista la difficoltà emersa da quella partita e per il risultato finale, “solo” 1-0. Se per qualche motivo dovesse saltare una partita, Federica Russo ha dimostrato di non avere niente da invidiare alla numero 1 bianconera: anche i numero 12 sanno fare ottimamente il loro lavoro.

Potete trovare le altre analisi dei reparti cliccando su attacco e su centrocampo.

I commenti sono chiusi.

Gestione cookie