Chiellini: "Chi si attacca la sfortuna non è un vincente. Ci manca qualcosa per reagire nelle difficoltà"

Chiellini: “Chi si attacca la sfortuna non è un vincente. Ci manca qualcosa per reagire nelle difficoltà”


Al termine di Sampdoria-Juventus ha parlato ai microfoni di Sky Sport Giorgio Chiellini. Ecco le parole del difensore bianconero, quest’oggi capitano della Vecchia Signora.

CHIELLINI COMMENTA SAMPDORIA-JUVENTUS

Non c’è mai fine al peggio, oggi non era la fine che desideravo per questa settimana. Questa partita ci deve far riflettere. Per gran parte della partita abbiamo dominato ma eravamo 3-0 al novantesimo giocando con grande qualità. In questo campionato è difficile perdere punti perché c’è un gap enorme con le piccole, bisogna migliorare per vincere a maggio. Manca qualcosa per reagire nelle difficoltà. Oggi abbiamo giocato un ottimo primo tempo, controllato bene la partita. Questo ci deve far riflettere. Era una partita che poteva finire 2-0 per la Juve e mercoledì c’è il Barça. Il caso non esiste, ci manca qualcosa. Chi si attacca alla sfortuna o allo sfavore arbitrale non è un vincente. La fortuna della nostra squadra è sempre pensare da squadra, se Chiellini o Higuain sbagliano nessuno deve scaricare la colpa. Ci manca qualcosa, quest’anno alle prime difficoltà ci siamo sempre fermati. Questo è un campanello d’allarme che deve farci riflettere. Inutile nascondersi dietro ad un dito. L’anno scorso abbiamo svoltato ad inizio gennaio col cambio modulo, ma essendo con 5 giocatori offensivi in campi non prendevamo mai gol. Quello è stato il nostro segreto per sopperire ad alcune mancanze. Quest’anno ci manca per la durata dei novanta minuti, quella voglia di raggiungere il risultato in un modo o nell’altro, anche buttandoci alla disperata sul pallone. Abbiamo perso quel filo che c’era in ritiro. Appena si alza il livello (Lazio, Samp, Atalanta) andiamo in difficoltà pur giocando bene e perdiamo dei punti. Oggi mi viene da ridere pensando che eravamo sotto 3-0 al novantesimo, però se succede non è un caso. Quindi con tanto equilibrio bisogna riflettere”.

SULLA NAZIONALE

“Il confronto nello spogliatoio c’è stato, abbiamo sempre dato una mano al mister o ai ragazzi giovani per arrivare al risultato. Nessuno si è mai permesso di dire che doveva giocare Insigne, ognuno rispetta i propri ruoli. Il giocatore deve fare il giocatore, altrimenti si perde quel focus che serve per giocare ad alti livelli Non c’è stata alcuna delegittimazione, i risultati non sono stati soddisfacenti ma noi ci assumiamo le nostre responsabilità, la colpa non è solo dell’allenatore. Le colpe son di tutti, adesso serve grande equilibrio e grande pazienza. Se si vogliono fare tante scelte in un solo giorno credo che si vada nella direzione sbagliata. Abbiamo 6/7 mesi per preparare le prime partite pseudo importanti, le qualificazioni saranno tra un anno e mezzo. Non corriamo, lavoriamo bene, portando dei candidati credibili ma senza fare una caccia alle streghe, in una settimana non possiamo risolvere tutti i problemi. Servirebbe magari qualche ex giocatore in grado di far del bene per il calcio italiano. Il mio percorso con la Nazionale? Volevo giocare il mondiale e lasciare, non so se riuscirò a gestire bene il doppio impegno. Temo di far male con la Juventus e con la Nazionale. Chiaro che adesso sono in un buon momento, mi sento bene e domani giocherei pure altre 100 partite. L’europeo è tra tre anni, l’Italia è l’Italia, il senso di responsabilità c’è e non mi tiro indietro. Però spero come tutti voi di vedere un percorso di nuovo fiorente col girone dell’Europeo in casa a Roma. Questa squadra dal punto più basso può ripartire. Se c’è l’appoggio incondizionato che c’è stato a Milano il calcio italiano può ripartire. Ho ancora i brividi per l’inno a dieci minuti dalla fine, chi era allo stadio voleva più di noi arrivare al Mondiale. Se c’è questo appoggio incondizionato credo che i ragazzi che stanno crescendo possano riportare il calcio italiano in alto. Cosa succederà domani? Auspico che ci siano candidati credibili e progetti credibili, a caldo si fanno scelte sbagliate. Io aspetterei un attimo prima di decidere, ci vuole equilibrio, lucidità e pazienza”.