“La miglior difesa è l’attacco”, ma questa non è la filosofia bianconera

Negli ultimi tempi la parola crisi accostata alla parola Juve sta tornando troppo di moda: perché non è normale che la Juve in due partite porti a casa solo un punto, perché non è normale che i bianconeri subiscano così tanti gol, perché non è normale avere così tanti svarioni in fase difensiva. Se si osservano i dati e le statistiche degli ultimi anni, si potrà notare come la Juve dello scorso anno (con un Pipita appena arrivato e con diversi giocatori di grosso calibro pronti a far subito la differenza) era stata nettamente la migliore sia per i gol subiti, solo 6, sia per la media punti, 2,417 a partita. E questo considerando le otto giornate di Serie A e le tre di Champions League, in cui in totale i bianconeri avevano portato a casa 29 punti (a discapito dei 25 attuali, 19 in campionato e 6 in coppa).

Bianconeri con il miglior attacco…

Sempre secondo una visione generale dei match disputati fino a metà ottobre, la Juve della stagione corrente 2017/18 si piazza come miglior attacco delle ultime sei stagioni, a pari merito con il secondo anno di Conte (stagione 2012/13). Quindi si tratta nettamente del miglior attacco fin qui delle quattro stagioni di Max Allegri. Finora i gol segnati sono 27, e ovviamente pesano molto tra questi i 12 gol di Paulo Dybala (10 in Serie A e 2 in Supercoppa).

E un altro dato positivo potrebbe essere caratterizzato dal fatto che finora Gonzalo Higuain ha messo a segno solo 3 reti, con una media gol nettamente inferiore alla sua classica precisione sotto porta. Dunque il miglior attacco dei bianconeri sta prescindendo dai gol di quello che dovrebbe essere il suo miglior marcatore. Il peggior attacco si era registrato nella stagione 2015/16, con soli 15 gol fatti, ma in quella stagione Allegri era già stato messo sulla graticola per un inizio di stagione terribile e una Signora sospesa a metà classifica (la svolta post-Sassuolo non era ancora giunta e la cavalcata fino al primo posto non era ancora iniziata).

…ma non con la peggior difesa

Per quanto riguarda il reparto arretrato, è il caso di dire male ma non malissimo. La Juve attuale ha subito 14 gol, considerando anche le tre reti prese dalla Lazio in agosto, ma non si tratta della peggior percentuale registrata. La peggior difesa si è avuta infatti nel terzo anno di Conte (stagione 2013/14), che in questo momento della stagione aveva già subito 15 reti. È interessante notare come quella stessa squadra alla fine aveva conseguito il record assoluto di punti in campionato, 102, ma era stata al tempo stesso complice di deludenti prestazioni europee.

Come detto, invece, la miglior difesa bianconera si era registrata lo scorso anno, con soli 6 reti subite. Ma in generale la BBC non ha mai smesso di sorprendere: i gol subiti anche nelle stagioni precedenti sono sempre stati pochi, e questo in particolare è sempre stato designato come il punto di forza della Vecchia Signora. La Juve attuale subisce troppi tiri (finora 108 il dato registrato) e al contrario ne mette a segno troppo pochi (201, contro i 227 della stagione 14/15)

Che cosa è cambiato?

La BBC ora non esiste più. Inutile rimpiangere il passato, che è stato roseo e ha portato a grandi risultati. Ora bisogna pensare al presente. “La miglior difesa è sempre l’attacco” (la prima citazione a livello calcistico risale all’allenatore brasiliano Gentil Cardoso) è una di quelle frasi fatte che ogni tanto ritorna a fare capolino nella testa di molti allenatori la cui filosofia è dettata verso un’offesa micidiale nei confronti degli avversari. La filosofia bianconera non ha mai negato l’importanza della fase offensiva più efficace possibile, e gli investimenti pesanti degli ultimi anni sono sempre stati fatti a favore del reparto d’attacco (40 milioni per Dybala, 90 per Higuain, 40 per Bernardeschi, saranno 40 anche quelli per Douglas Costa).

Tutto questo però non ha mai potuto prescindere da una difesa al top, con i migliori protagonisti sulla piazza (solitamente e storicamente gli stessi che poi avrebbero vestito la maglia azzurra, guarda caso Chiellini, Bonucci e Barzagli). Ora è dunque necessario ritrovare la quadratura del cerchio (difensivo), le possibilità ci sono e basta metterle sul campo con gli schemi giusti. Chiellini e Barzagli devono poter contare sulle sostituzioni di Benatia e Rugani, il quale ha bisogno di più spazio per crescere e dimostrare il suo valore. Tutto questo aspettando Howedes, prima che lo si possa definire un acquisto del tutto inutile alla causa bianconera.

Gabriele Cozzi